A Retroscena la Compagnia dei Piccoli fondata da Vittorio Podrecca. Lunedì e martedì in seconda serata dopo il Rosario e la domenica alle 12.45 su TV2000

“Magici” per Walt Disney, “geniali” per Charlie Chaplin e “divini” per Greta Garbo sono i protagonisti della 16ma puntata di Retroscena: IPiccoli“ di Podrecca. Pezzi di legno, marionette, burattini? Non solo, sono dei veri e propri miti che in oltre 50 anni di attività, dal 1914 fino alla fine degli anni ’60, si sono esibiti nei più grandi teatri di tutto il mondo, riscuotendo un successo planetario e divenendo dei “divi di legno”. Svelamenti, segreti, aneddoti dei “Piccoli” in esclusiva a Retroscena, che ha seguito le prove dello spettacolo “Dai 3 ai 93. Una meravigliosa invenzione”, di Barbara Della Polla ed Ennio Guerrato, dove sono riportati in vita i numeri più celebri del repertorio classico della Compagnia dei Piccoli fondata da Vittorio Podrecca. Il viaggio nei segreti del teatro prosegue con la storia di un ragazzo che non è partito per scelta ma per necessità dopo il collasso in Albania del regime comunista, che per più di 45 anni aveva controllato e limitato la libertà dei cittadini.

Il monologo “Albania Casa Mia”, interpretato da Aleksandros Memetaj per la regia di Giampiero Rappa, è la storia di un figlio che crescerà lontano dalla terra natia, in Veneto, luogo che non gli darà mai un pieno senso di appartenenza. La storia di un ragazzo che si sente in mezzo, in mezzo al suo essere per metà italiano e per metà albanese, in mezzo tra due nazioni divise ma unite dallo stesso mare, in mezzo a una condizione di esiliato e di accolto. Ancora un viaggio ma stavolta in una dimensione onirica con la storia della ricerca di sé, che culmina con la scoperta della bellezza della propria unicità.

Lo spettacolo “Chiamo quando arrivo”, di Elena D’Angelo per la regia di Roberto Baldassari e la direzione artistica di Maria Gabriella Marino, racconta la storia di una donna che non sta vivendo un momento bellissimo della propria vita, ma è determinata a trovare se stessa e la sua strada. Durante questa ricerca un incontro casuale le farà capire che forse lei non ha una strada ma una piazza, qualcosa di diverso all’interno della quale trovare il proprio equilibrio.