Tv2000 speciale “Retroscena” nelle zone terremotate. Martedì in seconda serata

Ricostruire con la forza della parola. Così Retroscena, il programma dedicato al teatro di Tv2000 a cura di Michele Sciancalepore, dedica uno speciale dalle zone terremotate, in onda martedì 20 dicembre alle ore 22.40, dal titolo Abracadabra: mentre parlo… creo!, sottolineando che la ricostruzione post-sisma non è solo destinata ai beni materiali ma anche alle persone, alla vita quotidiana e alla dignità di ciascun persona colpita dal tragico evento. Non tutto si può ricostruire. Ci sono donne, uomini, bambini scomparsi, vittime della tragedia che nessun fatto può far tornare in vita, relazioni spezzate che non si possono ricreare. In questo caso i fatti non bastano, non servono. Le parole sì. Diceva un genio della parola e del pensiero, Alessandro Bergonzoni, “bisogna saper cosa dire quando è il momento di tacere!”, ovvero di fronte alla perdita, alla mancanza, alla sofferenza, al dolore, alla morte bisogna saper trovare parole significative, che abbiano senso, che risveglino e alimentino la componente divina che è in noi, che inneschino il ricordo, il riportare al cuore, che ci ricordino appunto che c’è qualcos’altro e qualcosa di alto dentro di noi, al di là della case, al di là delle cose che ci rammentino che in principio non c’era il sole, la luna, la pietra o il brodo primordiale… “in principio c’era il Verbo”.  In questo viaggio nei luoghi feriti dell’Italia Centrale, dai bambini nelle scuole elementari agli adulti nei campi sfollati ‘Retroscena’ si affida a un artista che con la parola crea: Gianluca Foresi. Attore, autore, regista, soprattutto noto per un talento innato ma anche sviluppato con decenni di studi: la capacità di affabulare e narrare in rima all’improvviso, l’arte dell’improvvisazione portata alla sua espressione più alta, tutta in rima baciata spesso a braccio, il dono di versificare improvvisando in stile quattro, cinque e seicentesco. L’intento e l’obiettivo è quello di dare sollievo e speranza attraverso le parole del teatro, creando comunione e solidarietà, condividendo con la gente di questi luoghi martoriati ferite, sogni e bisogni.