Dario Fo: “Rispondo a parola di Dio e ragiono su immortalità anima”

Premio Nobel: “Ogni tanto ho voglia di telefonare a Franca”

Nobel prize Dario Fo presents a book on Lucrezia BorgiaRoma, 15 gennaio 2016 – “Rispondo a tutto quel che è stato riferito come parola di Dio, anche con le assurdità che contraddicono il Vangelo. Dio dice delle cose sublimi e poi però sembra dire l’opposto, parecchie volte. Meglio, quelli che hanno aggiustato la parola di Dio”. Lo ha detto il premio Nobel, Dario Fo, a Soul, il programma-intervista di Tv2000 condotto da Monica Mondo. L’intervista integrale andrà in onda domani, sabato 16 gennaio 2016, alle 12.15 e 20.30 su Tv2000 e alle 19 su InBlu Radio, il network delle radio cattoliche italiane.

“Il Papa presente – ha aggiunto Dario Fo – è uno che ha voluto riferirsi a San Francesco conoscendo bene la storia autentica, poi censurata, di Francesco. Bergoglio mi piace perché ha rotto con le tradizioni della Chiesa, con le leggi assolute che prevedono le condanne, i processi. I suoi discorsi sono simili a quelli che San Francesco faceva davanti al suo papa: non sono mica d’accordo di come voi usate della povertà, approfittate dell’aiuto ai disperati. Voi create un potere enorme proprio gestendo la povertà”.
Sull’immortalità dell’anima, il premio Nobel, ha sottolineato che “qualcosa di altamente spirituale l’ abbiamo sicuramente. Incontro persone che sono state salvate, che hanno ripreso a vivere, che credono non solo a Dio, ma che ci sia un insegnamento da parte di Dio su come vivere. Io sono diventato ateo da bambino, solo perché trovavo inaccettabili certe cose raccontate per ubriacare di bugie i piccoli borghesi”.
A quasi 90 anni firma il suo nuovo libro, Razza di zingaro (Chiare Lettere) la storia di un campione due volte, nello sport, titolo tedesco di boxe, e in umanità. Con dignità e coraggio affronta la morte ad Auschwitz: “Ho lavorato quasi un anno e mezzo su questo testo, perché non è la storia di un uomo ma di un umanità: ricordiamo che la repressione in Germania è costata un milione di vittime zingare”.

Nella lunga intervista si parla di teatro, di cultura popolare, di umili a cui dar voce ma anche del suo grande amore, Franca Rame, scomparsa qualche anno fa: “Ogni tanto mi ritrovo a dire che voglio telefonare a Franca. Io me la sogno un sacco di volte, a volte polemizziamo. Franca minimizzava l’importanza degli eventi, quelli che ci coinvolgevano. A volte ci arrestavano, ci portavano in questura, ai processi, e Franca diceva non ti preoccupare, è solo teatro. Non dico che Franca facesse di tutto il teatro, ma aveva capito dove sta la menzogna e dove sta la verità”.

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