Burkina Faso, vescovo Pinerolo: “Abbiamo violato coprifuoco e siamo fuggiti in aeroporto”

Mons. Debernardi: "Domani speriamo di arrivare in Italia" 

Burkina Faso: vescovo Pinerolo, terrorismo va sconfittoRoma 16 gennaio 2016 – “Abbiamo sentito i colpi ieri sera e ci hanno avvertiti di non uscire ma a nostro rischio e pericolo abbiamo preso una macchina per venire all’aeroporto perchè ci sembrava il luogo più sicuro, anche se ieri l’aereo per Parigi non è partito. Ieri sera c’era il coprifuoco, stamane la vita è tornata normale con il classico ritmo di macchine, motociclette e biciclette. Qui c’è comunque grande preoccupazione”. Lo ha detto il vescovo di Pinerolo, mons. Pier Giorgio Debernardi, in un’intervista al Tg2000, il telegiornale di Tv2000, commentato l’attacco terroristico rivendicato da Al Qaeda nel Burkina Faso. Il vescovo si trovava nel Burkina Faso per portare gli aiuti italiani raccolti grazie alla Cei, all’Associazione don Barra for Africa, alla Tavola valdese e al progetto Enndàm.

“Ci siamo spostati verso le 22:30 – ha raccontato mons. Debernardi – e c’era già il coprifuoco ma abbiamo deciso di andare all’aeroporto perchè pensavamo che l’aereo partisse alle 23:55 mentre quando siamo arrivati all’aeroporto ci hanno detto che il volo era annullato. Abbiamo dormito all’aeroporto perchè ci sembrava il luogo più sicuro. Al momento la situazione è tranquilla. Speriamo di poter partire in serata e poi domani arrivare in Italia”.

L’attentato, ha proseguito mons. Debernardi, è “stato veramente uno shock, si stava formando il nuovo governo e si è avuta l’impressione che questo attacco abbia avuto come risvolto la volontà di destabilizzare il governo che si era appena formato, oltre al tentativo dei terroristi di destabilizzare la zona. Mi hanno detto anche nel Nord del Burkina Faso, dove stavamo qualche giorno fa, hanno ucciso anche due gendarmi. La situazione è abbastanza preoccupante”.

“Che il Nord del Burkina Faso fosse una zona ‘calda’ – ha concluso il vescovo – lo si sapeva, noi siamo andati pur sapendo il pericolo. Generalmente andiamo ogni anno e anche questa volta non abbiamo voluto mancare all’appuntamento per seguire i nostri progetti. Non pensavamo però che la cosa avesse queste proporzioni”.