Papa, Carròn (Cl): “Da Francesco nessun rimprovero ma esercizio paternità”

MEETING RIMINI 2005“Non penso che fosse un rimprovero, ma l’esercizio di una paternità nel ricordarci che cosa siamo”. Lo ha detto il presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione, Julian Carròn, a Soul, il programma-intervista di Tv2000 (in onda oggi alle 12:15 e alle 20:30) condotto da Monica Mondo, commentando il discorso di Papa Francesco sull’autoreferenzialità in occasione dell’incontro in piazza San Pietro la scorsa primavera con Comunione e Liberazione.

“Il Papa – ha aggiunto Carròn – ci ha detto che se abbiamo la capacità di valorizzare ogni briciola di verità che incontriamo possiamo vivere da uomini, abbracciare tutti ed essere in grado di interloquire con tutti”.

Carròn non si nasconde davanti ai pregiudizi su Comunione e Liberazione sottolineando che sono “una cosa che ci porteremo addosso per anni, perché i fatti non si cancellano, ma possiamo mostrare che si può ripartire sempre, che la vita è un continuo inizio e questa è la sfida per tutti. Anche nella nostra vita possiamo sbagliare, facciamo continuamente errori, a volte micidiali. La questione è se c’è un luogo dove malgrado tutto si può ripartire sempre”.
Anche il rapporto con il potere, ha aggiunto Carròn, è “una tentazione sempre in agguato, perché uno pensa di rispondere a tanti bisogni che la gente si trova addosso e che l’aiuto si debba trovare in un’alleanza col potere. Ma questa tentazione è anche un’occasione bellissima per approfondire il metodo di Dio. Chi avrebbe mai pensato di cambiare il mondo scegliendo un uomo? Per cambiare la realtà avrebbe potuto allearsi con qualsiasi impero dell’antichità, ma ha mandato suo figlio, sfidando tutto per metterci davanti una presenza”.
In riferimento alla Compagnia delle Opere e i politici ‘ciellini’, Carròn ha inoltre ribadito che “Cl non ha nessun’opera. L’unica che ha Cl è una scuola. Il resto è responsabilità dei soggetti che gestiscono le opere. Don Giussani ha sempre avuto questa fiducia nella sua proposta educativa, far crescere persone che abbiano la capacità di rispondere ai bisogni generando opere, in campo sociale, medico, che si tratti di bisogni delle famiglie o di droga o lavoro, handicap o emarginazione. A queste esigenze risponde l’adulto, con i suoi amici. Che poi queste opere si possano mettere insieme per aiutarsi nelle difficoltà, per condividere l’esperienza, è normale, ma niente a che vedere con una sorta di Confindustria o con una guida centrale, come a volte si dice”.

“Io non appartengo a nessun consiglio di amministrazione – ha concluso Carròn – non voglio appartenervi mai, non centro niente con la gestione delle opere, tutto è affidato alla responsabilità delle persone che lo fanno. Non lo dico per un distacco, ma per la stima della capacità dell’adulto che non ha bisogno di commissari che garantiscano l’appartenenza  a Cl. L’appartenenza a Cl si garantisce per la capacità di seguire la proposta del Movimento”.

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