“Celebrare il Giubileo della Misericordia con voi significa imparare a non rimanere prigionieri del passato, di ieri. È imparare ad aprire la porta al futuro, al domani: è credere che le cose possano essere differenti. Celebrare il Giubileo della misericordia con voi è invitarvi ad alzare la testa e a lavorare per ottenere tale desiderato spazio di libertà”.  Così Papa Francesco ai carcerati di Ciudad Juárez. Ed ha aggiunto:“Sappiamo che non si può tornare indietro, sappiamo che quel che è fatto è fatto”, ma per questo, ha detto, “ho voluto celebrare con voi il Giubileo della misericordia, poiché questo non significa che non ci sia la possibilità di scrivere una nuova storia d’ora in avanti”. Poi, rivolgendosi uno ad uno agli ospiti del penitenziario ha sottolineato: “Voi soffrite il dolore della caduta, sentite il pentimento per i vostri atti e so che in tanti casi, in mezzo a grandi limitazioni, cercate di ricostruire la vostra vita a partire dalla solitudine. Avete conosciuto la forza del dolore e del peccato; non dimenticatevi che avete a disposizione anche la forza della risurrezione, la forza della misericordia divina che fa nuove tutte le cose”. E poi in conclusione: “Chi ha sofferto profondamente il dolore e ha sperimentato l’inferno può diventare un profeta nella società. Lavorate perché questa società che usa e getta non continui a mietere vittime”.

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17 Febbraio 2016

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