“Strada facendo. Tre anni con Papa Francesco” Guarda il film sui tre anni di pontificato

Uno speciale per festeggiare tre anni di un Pontificato che continua a sorprendere. Era il 13 marzo 2013 quando Jorge Maria Bergoglio divenne il primo Pontefice proveniente dall’America Latina, il primo Pontefice dell’ordine della Compagnia di Gesù, i gesuiti, e il primo a scegliere il nome di Francesco. E Domenica 13 marzo 2016 sarà in onda in prima serata su TV2000 “Strada facendo”, tre ore di filmati, musiche e parole per ripercorrere i momenti più forti e coinvolgenti del cammino di Papa Francesco. “Strada facendo”, perché questi tre anni sono stati segnati – prima ancora che dai contenuti dell’azione del Pontefice – dal suo “stile”, dal suo “predicare camminando”. “Siempre fui callejero”, così si è definito Bergoglio, un “prete di strada”. Tale è rimasto, un vescovo di Roma missionario, l’uomo inviato sulle strade del mondo, il predicatore itinerante, mai fermo. Perché l’andare è condizione necessaria del suo ministero petrino, come bene ha colto Roberto Benigni alla presentazione del libro “Il nome di Dio è misericordia” di Andrea Tornielli”. Nel flusso infinito di immagini del pontificato di Francesco rivedremo i grandi viaggi, i gesti di fraternità e di dialogo ecumenico (dall’inchino davanti al patriarca di Costantinopoli, a Istanbul, all’incontro con Kirill; dall’abbraccio con i leader islamici al rapporto preferenziale con i fratelli ebrei); i discorsi più importanti che hanno scosso una Chiesa che il Papa vuole sempre “in uscita”; le richieste di perdono e le mille declinazioni del grande tema della Misericordia che ha segnato l’indizione del Giubileo e l’apertura delle Porte Sante; la ricerca di una povertà che è rimettere al centro di tutto il Vangelo; gli appelli alla pace e alla cura del creato. Un viaggio in cui immedesimarsi che non finisce di scuotere chi lo vive (o lo rivive) perché far parte di questo “popolo in cammino nella storia, insieme con il suo Signore” significa non sapere oggi quale sarà l’approdo. Ma è bella l’avventura a cui ci si abbandona…

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