Retroscena vola in Calabria per raccontare il festival “To Be or maybe?”. In onda lunedì, martedì e giovedì in seconda serata

La 31ma puntata di “Retroscena- i segreti del teatro” vi porta nel profondo Sud per indagare le profondità dell’io! Nella parte estrema dello “stivale”, a Reggio Calabria, infatti, si è svolta una ricerca teatrale sull’identità della psiche e dell’anima. Si tratta del festival “To Be or maybe?”, un avvenimento che ha celebrato i 400 anni della morte di Shakespeare ispirandosi alla figura di Amleto simbolo della crisi di identità. Ma non ci sarà nulla di astratto, sarà tutto molto concreto e riguarderà tutti noi, i nostri comportamenti, le nostre scelte quotidiane. Nella seconda parte di puntata l’ultimo lavoro di Collettivo Cinetico, compagnia di danza nata nel 2007 come fucina di sperimentazione performativa attorno alla direzione artistica e alla regia di Francesca Pennini.  Da sempre  impegnata in numerosi percorsi di formazione per danzatori professionisti e non, nel suo ultimo spettacolo, intitolato “A  different kind of age”, la compagnia mette in scena un cast di adolescenti preparati ad affrontare il palcoscenico come luogo di rischio. Accanto a loro la presenza di un gruppo di ‘over 60’ a dare corpo –  è proprio il caso di dire – a una testimonianza trasversale e generazionale sincera e surreale. La performance mette in gioco così le varie esperienze consentendo un confronto tra persone prima estranee e poi complici. In conclusione un’occasione per parlare di donne-detenute attraverso il teatro e un’opportunità per interrogarci sulla nostra società attraverso il carcere; per il terzo anno consecutivo la sezione Femminile dell’Alta Sicurezza della Casa Circondariale Femminile di Rebibbia, grazie al lavoro della Compagnia teatrale delle Donne del Muro Alto guidate dalla regista Francesca Tricarico apre le porte al pubblico, continuando a rivoluzionare il modo di vivere la detenzione all’interno della sezione con il loro ultimo lavoro: “Amleta”. Lo spettacolo, tutto al femminile, cerca di indagare le conseguenze della verità, del giudizio ma ancor prima dell’amore. Frutto di un intenso anno di studio su Shakespeare “Amleta”, come dichiarano le protagoniste Annalisa, Stefania, Teresa e Lina: “è stata l’occasione per indagare e riflettere sulla parola giudizio e scelta, ma soprattutto sul viaggio senza ritorno alla scoperta della verità”.

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