Torna per il secondo anno il viaggio attraverso l’Italia, alla scoperta dei moderni agricoltori. Il progetto, co-finanziato dalla Commissione Europea e realizzato in collaborazione con Confagricoltura, con 12 nuovi episodi, apre ancora una finestra sulle storie di donne e uomini coraggiosi che fronteggiano le sfide dell’agricoltura di oggi: sicurezza alimentare, sostenibilità ambientale, cambiamenti climatici, innovazione, tutela del paesaggio rurale, diversificazione, economia circolare, valorizzazione delle produzioni tipiche. La prima puntata di New Farmers dedica attenzione ad un  tema che sempre più interessa il mondo agricolo e non solo: il fenomeno legato alle ondate di caldo che stanno colpendo sempre più il nostro paese e che sono sintomo di un quadro climatico che rischia di modificare profondamente l’attività agricola che sempre più si trova a doversi confrontare con eventi violenti come siccità e alluvioni.

Prima puntata 9 gennaio 2017 – L’irrigazione sostenibile
La prima puntata di New Farmers dedica attenzione ad un  tema che sempre più interessa il mondo agricolo e non solo: il fenomeno legato alle ondate di caldo che stanno colpendo sempre più il nostro paese e che sono sintomo di un quadro climatico che rischia di modificare profondamente l’attività agricola che sempre più si trova a doversi confrontare con eventi violenti come siccità e alluvioni. La storia di Mauro Marchi, imprenditore agricolo Bolognese, è come quella di altri agricoltori che hanno fatto una scelta intelligente adottando sistemi di microirrigazione, una tecnica che riduce l’impiego di acqua e che è utilizzata ormai da un numero di aziende pari a quelle che praticano irrigazione per scorrimento o immersione; fermo restando che l’agricoltura non consuma acqua, ma dopo il suo utilizzo la restituisce alle falde freatiche. La puntata è proprio dedicata al tema delle strategie legate alla lotta ai cambiamenti climatici dove l’agricoltura riveste un ruolo attivo, prevedendo opportune misure atte a stimolare investimenti in sistemi irrigui sempre più efficienti.

Seconda puntata 10 gennaio 2017 – Le organizzazioni di produttori
In Italia diverse pianure sono nate da terreni alluvionali e acquitrinosi, che una volta bonificati, sono diventati piane rigogliose e fertili come quella che visitiamo con la seconda puntata di New Farmers: la piana del Fucino, nel cuore dell’ Abruzzo. Le caratteristiche pedoclimatiche e il fatto che il bacino si trovi ad una altitudine di circa 700 metri, fanno si che le produzioni agricole in generale e in particolare le orticole, assumano peculiarità organolettiche tali da essere apprezzate e riconosciute dai consumatori. Qui conosciamo Antonio Cambise,  la cui storia ci riporta  agli anni ’60, quando il babbo Attilio ha iniziato ad occuparsi della coltivazione di ortaggi a pieno campo, un’attività allora agli inizi, oggi un vero motore economico per il territorio. Oggi Antonio, con i suoi 2 fratelli e 10 tra figli e nipoti, è alla 4° generazione di imprenditori . La sua azienda conta 150 addetti, 450 ettari di terreno coltivato, di cui più della metà in proprietà, suddiviso tra carote, tutti i tipi di insalate, patate, radicchio, sedano, spinaci, prezzemolo, finocchi, cavoli e cavolfiori per un totale di 16.000 tonnellate annue di prodotto. Con lui capiamo il valore di unirsi in gruppi di imprenditori, come strategia per adeguarsi alle sfide del mercato ed a una sempre più esigente, attenta e rapida domanda.

Terza puntata 11 gennaio 2017 – Tra pascolo e automazione
Si possono unire alta tecnologia e tradizione? Lo vediamo nella terza puntata che ci porta in Veneto, nel territorio di Valdobbiandene, Quartier del Piave nella Marca Trevigiana. Il territorio è noto a tutti per la produzione vinicola, specialmente per il famoso Prosecco ma noi conosciuto qui la storia di Fabio Curto, giovane imprenditore che conduce un’azienda zootecnica unica nel suo genere: qui meccanica, robotica ed informatica sono in perfetta sintonia con il territorio e le sue antiche usanze. Fabio, 33 anni, guida l’azienda familiare Ponte Vecchio, fondata negli anni Cinquanta dal nonno Sebastiano, all’interno di un vecchio mulino vicino al ponte che, attraversando il Piave, unisce la pianura trevigiana a Valdobbiadene. In 300 ettari suddivisi tra la collina e i pascoli del Monte Cesén, si coltivano mais, sorgo, foraggere di erba medica e prato polifita  destinati all’allevamento di 50 suini, 280 bovini da latte principalmente di razza Bruna e 50 bovini da Carne. La grande innovazione che Fabio ha portato al settore zootecnico è che nella sua azienda le mucche si allevano con lo smartphone: la sua è la prima stalla completamente robotizzata in Italia. Il giovane allevatore 4.0, ha fatto una scelta molto radicale nell’avere adottato una gestione della stalla completamente affidata alla domotica. Fabio per la sua stalla è stato anche premiato dal Consiglio europeo dei giovani agricoltori come esempio virtuoso nell’uso dei fondi europei per aver saputo coniugare ricambio generazionale e innovazione.

Quarta puntata 12 gennaio 2017 – L’agricoltura dove la terra trema
La quarta puntata ci conduce nella terra delle lenticchie colpita dal terremoto. Spesso i territori più belli sono anche i più delicati e fragili, come quello situato nel cuore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, una verde vallata dell’Umbria, che nell’autunno 2016 è stata colpita da un terremoto di magnitudo superiore a 6. La Valnerina vanta numerosi prodotti alimentari riconosciuti a livello nazionale ed internazionale fra cui la lenticchia di Castelluccio di Norcia, che proprio a causa del sisma ha rischiato di non poter essere coltivata. Qui conosciamo la storia di Giovanni Angelini Paroli, che qui vive e lavora come agricoltore e imprenditore turistico nonostante il terremoto. Giovanni, 43 anni, è profondamente legato al casale Fonte Antica e alla terra che lo circonda, un luogo che racchiude ancora oggi gran parte dei ricordi di famiglia. Insieme ai fratelli Elisabetta e Paolo e alla mamma Anna, Giovanni prosegue il sogno iniziato dal papà Angelo, recuperando la vecchia casa di famiglia ristrutturata nel 2007 secondo le più avanzate norme antisismiche, e che oggi ospita turisti dall’Italia e dall’estero. La famiglia di Giovanni conduce anche un’azienda agricola di circa 50 ettari per produrre lenticchia, farro e cicerchia. A questo sposano l’attività agrituristica con un frutteto, un orto e delle piante officinali. La storia di Giovanni ci permette di capire come si possa vivere in queste meravigliose terre, dove tante sono le difficoltà economico e sociali legate al sisma e non solo, in una terra famosa in tutto il mondo per il suo fascino.

4 Gennaio 2018

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