TV2000 ECCLESIA – Al Diario di Papa Francesco il premio Nobel per la pace Esquivel

Lunedì 4 giugno- venerdì 8 ore 17.30 –  Adolfo Pérez Esquivel, pacifista argentino e Premio Nobel per la Pace  è ospite a Il Diario di Papa Francesco, l’approfondimento quotidiano di Tv2000 condotto da Gennaro Ferrara.  Tra gli altri temi, le fake news su papa Francesco, i 25 anni della Casa di Madre Teresa a Roma, resistenza e riscatto delle minoranze in Medioriente.

In apertura di settimana, incontro con Padre Sebastian Vazhakala, superiore generale dei Missionari della Carità Contemplativi, per i 25 anni della fondazione di “Casa Serena”, l’ostello per i poveri voluto insieme a Madre Teresa di Calcutta nei pressi di Largo Preneste a Roma, e per i suoi cinquant’anni di sacerdozio.

Martedì 5 giugno  il tema della puntata è Notizie che sembrano vere. Sono numerose le fake news che vengono diffuse dai media e che attraverso la loro popolarità vengono ritenute come certe. Le fake news non hanno risparmiato neanche la figura di papa Francesco. In “Fake pope – Le false notizie su papa Francesco”, i giornalisti Nello Scavo e Roberto Beretta hanno smontato punto per punto 80 casi di cattiva informazione.

Ospiti d’eccezione del Diario di mercoledì 6 giugno, Adolfo Pérez Esquivel, pacifista argentino e Premio Nobel per la Pace per la lotta contro la dittatura ed in favore dei diritti umani, e Hiromasa Ikeda, vicepresidente di Soka Gakkai International. Insieme promuovono un processo per l’eliminazione delle armi nucleari e il raggiungimento della pace globale.

Identità da difendere per un futuro di speranza è il tema della puntata del 7 giugno, a partire dalle storie raccontate da Chiara Zappa, giornalista di Mondo e missione, in “Anime fiere – Resistenza e riscatto delle minoranze in Medioriente” e dalle testimonianze di tre giovani attiviste: Ozlem Onder, curda, Nadaa Rasho Osman, yazida e Canan Celik, alevita, testimoni di popoli che resistono nonostante le persecuzioni e le discriminazioni, di cui le minoranze etniche e religiose in Medioriente sono vittime.

 

 

 

 

 

 

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