Nadia Murad Premio Nobel per la Pace 2018, la sua testimonianza a Tv2000

Denis Mukwege, ginecologo che si occupa delle vittime di violenza sessuale nella Repubblica Democratica del Congo, e Nadia Murad, attivista yazida per i diritti umani e sopravvissuta in Iraq alla schiavitù sessuale imposta dallo Stato Islamico, hanno vinto il premio Nobel per la pace. Il Comitato norvegese per i Nobel ha sottolineato l’impegno dei due premiati nella lotta all’utilizzo della violenza sessuale come arma di guerra. “Entrambi hanno dato un contributo fondamentale a richiamare l’attenzione e a combattere questo tipo di crimini di guerra”, ha spiegato il Comitato. Murad, in particolare, difende la minoranza yazida in Iraq e rifugiati e diritti delle donne. E’ stata messa in condizione di schiavitù e violentata dai combattenti dello Stato Islamico a Mosul nel 2014. Il premio sarà consegnato a Oslo il 10 dicembre.

La Murad, che ha scritto un’autobiografia: “L’Ultima ragazza” (pubblicata da Mondadori) è un simbolo delle sofferenze al limite del genocidio subite dagli yazidi, considerati dal Califfato adoratori del diavolo. Nel 2014 i miliziani dell’Isis sono arrivati a Kocho, il villaggio dove abitava nell’Iraq settentrionale, hanno ucciso gli uomini, fatto scomparire le donne anziane e rapito lei con altre ragazze e bambini. Divenuta schiava sessuale e provando sulla sua pelle l’ignobile orrore dello stupro come arma di guerra, Nadia è poi miracolosamente riuscita a scappare.

“Hanno portato via la mia vita. Sono stata violentata, venduta, prestata da un combattente all’altro”: così raccontava l’inferno nelle mani dell’Isis a Tv2000, ospite nel 2016 della trasmissione TGtg condotta da Clara Iatosti. Questo il servizio andato in onda nel TG2000 a firma di Barbara Masulli:

Ospite a TGtg, ha denunciato i crimini commessi dall’Isis ai danni degli yazidi e di altre minoranze in Iraq. Ecco la puntata integrale, condotta da Clara Iatosti: