Michelle Hunziker su Tv2000 nella seconda puntata di ‘Ave Maria’ con don Marco Pozza (video)

Martedì 23 ottobre ore 21.05

Ospite della seconda puntata del programma ‘Ave Maria’ condotto da don Marco Pozza racconta anche gli anni della setta: “Oggi con Maria ho un rapporto bellissimo”. In onda martedì 23 ottobre ore 21.05

Don Marco Pozza e Michelle Hunziker

“Quando i miei genitori si sono separati, aspettavo che mio padre mi venisse a prendere; lui mi dava appuntamento ma poiché l’alcol purtroppo ti annebbia tutto, si dimenticava. Allora io stavo ore e ore con lo zaino ad aspettare che tornasse papà, e lo difendevo contro tutti”. Lo afferma Michelle Hunziker nella seconda puntata del programma ‘Ave Maria’ con Papa Francesco, condotto da don Marco Pozza, teologo e cappellano del carcere di Padova, in onda su Tv2000 martedì 23 ottobre alle ore 21.05.
“Mia mamma mi diceva: ‘tuo padre non ce la fa, è alcolizzato’. – prosegue la Hunziker – Io non lo volevo ammettere e mi sono sempre più arrabbiata con lui, perché pensavo che lui amasse l’alcol più di me”.
“Da piccolo – sottolinea la Hunziker – non hai la possibilità di comprendere i tuoi genitori. Da piccolo non è neanche giusto che i bambini debbano giustificare i problemi dei genitori. Io ad un certo punto mi sono resa conto che nonostante io sentissi veramente l’amore di mio padre quando era sobrio, quando invece beveva spaccava tutto”.
“Quando sei mamma a 20 anni – ricorda la Hunziker – non hai esperienza di vita e quindi ti aggrappi alle regole, cercando di fare del tuo meglio. Essendo svizzera, le regole per me sono state fondamentali: mi hanno aiutato a educare Aurora ed è venuta su molto bene; però lei dice sempre che ero un generale. Quando cresci e maturi, sei più flessibile, hai più esperienza e quindi un altro approccio; ti godi di più anche la prima infanzia del bambino perché riesci anche a sorridere di alcune cose che magari al primo figlio ti preoccupavano”.
La Hunziker racconta a Tv2000 anche gli anni vissuti all’interno di una setta: “È come se ti abbracciassero, ti dessero questo amore totale, apparentemente totale – diciamolo sempre perché è importante – e poi quando tu sei già bello cotto, quando sei convinto che sei l’eletto d’amore, loro iniziano a parlarti ovviamente di Dio, a dirti che questo è un cammino spirituale, che tu sei una persona speciale, quindi tu ti senti importante per loro ma anche per Dio. E lì praticamente ti hanno incastrato e da lì iniziano ad esercitare il controllo su di te. Quando sei proprio bello cotto a puntino iniziano ad allontanarti, a darti delle punizioni, delle missioni, ti dicono che devi essere il messaggio, però se non fai quello che dicono loro ti puniscono e ti fanno vivere un vuoto e una solitudine”.
Infine il rapporto con la figura di Maria: “Ho un rapporto bellissimo soprattutto adesso, perché da bambina lei – come una mamma – c’è sempre stata ma io non l’ho considerata tanto perché noi figli siam così: pretendiamo la presenza dei genitori per ignorarli, no? E lo facciamo anche con Maria, con Gesù e con Dio; pretendiamo che loro ci siano però li ignoriamo. Però quando cresci ti rendi conto che è bello dedicargli del tempo anche quando non ne hai bisogno”.