VITA TRA MISTICA E MUSICA
Juri Camisasca 20/02/18

Qual è il legame tra mistica e musica? Ce lo spiega Juri Camisasca, musicista ed eremita, ex benedettino, conosciuto per il sodalizio artistico con Franco Battiato. Con lui parleremo di spiritualità a partire dalle parole di Papa Francesco nell’Udienza del 27 settembre 2013 e nell’Omelia di Santa Marta dell’11 dicembre 2017.

 

IN EVIDENZA

Suprema identità Lasciarsi abitare da Dio

 

UDIENZA AI PARTECIPANTI AL CONGRESSO INTERNAZIONALE SULLA CATECHESI PROMOSSO IN OCCASIONE DELL’ANNO DELLA FEDE, 27.09.2013

Lasciati guardare da Lui

Papa: In una delle uscite che ho fatto, qui a Roma, in una Messa, si è avvicinato un signore, relativamente giovane, e mi ha detto: “Padre, piacere di conoscerla, ma io non credo in niente! Non ho il dono della fede!”. Capiva che era un dono. “Non ho il dono della fede! Che cosa mi dice lei?”. “Non ti scoraggiare. Lui ti vuole bene. Lasciati guardare da Lui! Niente di più”. E questo lo dico a voi: lasciatevi guardare dal Signore! Capisco che per voi non è così semplice: specialmente per chi è sposato e ha figli, è difficile trovare un tempo lungo di calma. Ma, grazie a Dio, non è necessario fare tutti nello stesso modo; nella Chiesa c’è varietà di vocazioni e varietà di forme spirituali; l’importante è trovare il modo adatto per stare con il Signore; e questo si può, è possibile in ogni stato di vita.

 

SANTA MARTA

Lasciarsi consolare dal Signore

Papa: “Ma non è facile lasciarsi consolare; è più facile consolare gli altri che lasciarsi consolare. Perché, tante volte, noi siamo attaccati al negativo, siamo attaccati alla ferita del peccato dentro di noi e, tante volte, c’è la preferenza di rimanere lì, da solo, ossia sul lettuccio, come quello del Vangelo, isolato, lì, e non alzarsi. ‘Alzati’ è la parola di Gesù, sempre: ‘Alzati’”

… “E non è facile perché per lasciarsi consolare dal Signore ci vuole spogliarsi dei nostri egoismi, di quelle cose che sono il proprio tesoro, sia l’amarezza, siano le lamentele, siano tante cose. Ci farà bene oggi, ognuno di noi, fare un esame di coscienza: com’è il mio cuore? Ho qualche amarezza lì? Ho qualche tristezza? Com’è il mio linguaggio? È di lode a Dio, di bellezza o sempre di lamentele? E chiedere al Signore la grazia del coraggio, perché nel coraggio viene Lui a consolarci e chiedere al Signore: Signore, vieni a consolarci”.

 

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