PAPA FRANCESCO, UOMO DI PAROLA 14/05/2018

In collegamento dal Festival di Cannes, Fabio Falzone ha incontrato, in esclusiva, il regista americano Wim Wenders per la presentazione del suo ultimo film documentario Papa Francesco. Un uomo di parola”Wenders ha spiegato la sua scelta stilistica di far parlare il Papa con lo “sguardo diretto in camera”, e poi dei loro incontri, ha ricordato la capacità di Bergoglio d’instaurare un legame vero e diretto con le persone, affermando che “il suo ottimismo ci libera dai veleni del tempo”.

In studio, insieme a Mons. Domenico Sorrentino, Arcivescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, abbiamo ripreso un numero dell’Esortazione Apostolica “Evangelii Gaudium” relativa alla parrocchia e alla sua gente. In conclusione per riprendere le parole del Papa del giorno abbiamo ascoltato l’omelia di Santa Marta sull’amicizia con Gesù.

 

IN EVIDENZA

“La PARROCCHIA, Comunità di Comunità” “Il Papa guarda in camera”

 

EVANGELII GAUDIUM Numero 28

La parrocchia non è una struttura caduca; proprio perché ha una grande plasticità, può assumere forme molto diverse che richiedono la docilità e la creatività missionaria del pastore e della comunità. Sebbene certamente non sia l’unica istituzione evangelizzatrice, se è capace di riformarsi e adattarsi costantemente, continuerà ad essere «la Chiesa stessa che vive in mezzo alle case dei suoi figli e delle sue figlie». Questo suppone che realmente stia in contatto con le famiglie e con la vita del popolo e non diventi una struttura prolissa separata dalla gente o un gruppo di eletti che guardano a se stessi. La parrocchia è presenza ecclesiale nel territorio, ambito dell’ascolto della Parola, della crescita della vita cristiana, del dialogo, dell’annuncio, della carità generosa, dell’adorazione e della celebrazione.  Attraverso tutte le sue attività, la parrocchia incoraggia e forma i suoi membri perché siano agenti dell’evangelizzazione.[28] È comunità di comunità, santuario dove gli assetati vanno a bere per continuare a camminare, e centro di costante invio missionario. Però dobbiamo riconoscere che l’appello alla revisione e al rinnovamento delle parrocchie non ha ancora dato sufficienti frutti perché siano ancora più vicine alla gente, e siano ambiti di comunione viva e di partecipazione, e si orientino completamente verso la missione.

 

EVANGELII GAUDIUM testo integrale

 

SANTA MARTA

Il nostro destino è vivere da amici di Gesù

Noi abbiamo ricevuto questo dono come destino, l’amicizia del Signore, questa è la nostra vocazione: vivere amici del Signore, amici del Signore. E lo stesso avevano ricevuto gli apostoli, più forte ancora, ma lo stesso. Tutti noi cristiani abbiamo ricevuto questo dono: l’apertura, l’accesso al cuore di Gesù, all’amicizia di Gesù. Abbiamo ricevuto in sorte il dono della tua amicizia. Il nostro destino è essere amici tuoi. E’ un dono che il Signore conserva sempre e Lui è fedele a questo dono.

Gesù non rinnega la sua amicizia nemmeno con chi tradisce

Tante volte, però, noi non lo siamo e ci allontaniamo “con i nostri peccati, con i nostri capricci” ma “Lui è fedele all’amicizia”. Gesù quindi, come ricorda il Vangelo odierno (Gv 15,9-17), non ci chiama più “servi” ma “amici” e conserva questa parola fino alla fine perché è fedele. Persino con Giuda: l’ultima parola che gli rivolge, prima del tradimento, è “amico” non gli dice “vattene”:

Gesù è il nostro amico. E Giuda, come dice qui, è andato per la sua sorte nuova, per il suo destino che lui ha scelto liberamente, si è allontanato da Gesù. E l’apostasia è quello: allontanarsi da Gesù. Un amico che diventa nemico o un amico che diventa indifferente o un amico che diventa traditore.

Rimanere nell’amicizia con Gesù, ricevuta in dono

Al posto di Giuda – come narra la Prima Lettura (At 1,15-17.20-26) – viene, quindi, eletto a sorte Mattia “per essere testimone della Risurrezione”, “testimone di questo dono di amore”. “L’amico – ricorda il Papa – è quello che condivide proprio i segreti” con l’altro. “Vi ho chiamati amici perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi”, dice infatti Gesù nel Vangelo. Si tratta, dunque, di un’amicizia che “abbiamo ricevuto in sorte, cioè come destino”, come l’avevano ricevuta Giuda e Mattia:

Pensiamo a questo, Lui non rinnega questo dono, non ci rinnega, ci aspetta fino alla fine. E quando noi per la nostra debolezza ci allontaniamo da Lui, Lui aspetta, Lui aspetta, Lui continua a dire: “Amico, ti aspetto. Amico cosa vuoi? Amico, perché con un bacio mi tradisci?”. Lui è il fedele nell’amicizia e noi dobbiamo chiedergli questa grazia di rimanere nel suo amore, rimanere nella sua amicizia, quella amicizia che noi abbiamo ricevuto come dono in sorte da Lui.

 

Da Cannes: Wim Wenders

 

Trailer  “Papa Francesco. Un uomo di parola”

 

NEL WEEKEND

– 12 maggio

Alla Delegazione dell’Associazione “Logia” dal Belgio

Ai Membri del Circolo San Pietro

Videomessaggio del Santo Padre per la Veglia mariana internazionale dei giovani presso il nuovo Santuario di San Gabriele dell’Addolorata (Teramo)

 

– 13 maggio

Regina Coeli

 

La fotogallery della puntata