PER UN MONDO NUOVO
Esquivel e Ikeda 06/06/2018

Ospiti di Gennaro Ferrara,  Adolfo Pérez Esquivel, pacifista argentino e Premio Nobel per la Pace per la lotta contro la dittatura ed in favore dei diritti umani, e Hiromasa Ikeda, vicepresidente di Soka Gakkai International, in visita a Roma per lanciare un appello di pace globale e di speranza.

Attraverso la loro esperienza, Esquivel e Ikeda hanno commentato le parole del Papa nell’Udienza Generale  del mattino, in cui Francesco, proseguendo la catechesi sulla Confermazione, si è soffermato sul significato del dono, di libertà e pace.

Esquivel ha parlato della vita in carcere, durante la dittatura in Argentina, e della forza dello spirito che si trova dentro di sé e aiuta a sopravvivere e a condividere. Parla poi della chiamata ad un protagonismo a favore dei diritti del popolo e del senso di comunità, contro un’economia speculativa, l’individualismo e la concentrazione dei poteri. I cambiamenti possono venire mettendo in atto   un’economia solidale e una pace nel rispetto delle diversità dei popoli.

Ikeda si rivolge, in particolare ai giovani, promuovendo una visione di cittadinanza globale, invitando a trovare la forza e la consapevolezza interiore per cambiare il mondo, attraverso convinzione e resilienza, prendendo ad esempio il superamento delle grandi sofferenze subite del padre Daisaku Ikeda, maestro buddhista e Presidente della Soka Gakkai Intenational, che ha vissuto l’orrore della Seconda Guerra Mondiale e dello stesso Esquivel che ha subito la dittatura in Argentina.

 

IN EVIDENZA

Ikeda: Il potere dei giovani Esquivel: La pace non è assenza di conflitto

 

UDIENZA GENERALE

Dall’io al noi

Papa: Ricordiamo che quando il vescovo ci dà l’unzione con l’olio, dice: “Ricevi lo Spirito Santo che ti è dato in dono”. Quel dono dello Spirito Santo entra in noi e fa fruttificare, perché noi poi possiamo darlo agli altri. Sempre ricevere per dare: mai ricevere e tenere le cose dentro, come se l’anima fosse un magazzino. No: sempre ricevere per dare. Le grazie di Dio si ricevono per darle agli altri. Questa è la vita del cristiano. È proprio dello Spirito Santo, dunque, decentrarci dal nostro io per aprirci al “noi” della comunità: ricevere per dare. Non siamo noi al centro: noi siamo uno strumento di quel dono per gli altri.

 

 Senza Padroni

Papa: Qualcuno pensa che nella Chiesa ci sono dei padroni: il Papa, i vescovi, i preti, e poi ci sono gli altri. No: la Chiesa siamo tutti! E tutti abbiamo la responsabilità di santificarci l’un l’altro, di avere cura degli altri. La Chiesa siamo noi tutti. Ognuno ha il suo lavoro nella Chiesa, ma la siamo tutti. Dobbiamo infatti pensare alla Chiesa come a un organismo vivo, composto di persone che conosciamo e con cui camminiamo, e non come a una realtà astratta e lontana. La Chiesa siamo noi che camminiamo, la Chiesa siamo noi che oggi stiamo in questa piazza. Noi: questa è la Chiesa.

 

 

La Pace Sia Con Te

Papa: Il Vescovo dice, infatti, a ogni confermato: «La pace sia con te». Ricordando il saluto di Cristo ai discepoli la sera di Pasqua, colma di Spirito Santo (cfr Gv20,19-23)- abbiamo sentito -, queste parole illuminano un gesto che «esprime la comunione ecclesiale con il Vescovo e con tutti i fedeli» (cfr CCC, 1301). Noi, nella Cresima, riceviamo lo Spirito Santo e la pace: quella pace che dobbiamo dare agli altri…

…Se noi abbiamo ricevuto il segno della pace con la forza dello Spirito Santo, dobbiamo essere uomini e donne di pace, e non distruggere, con la lingua, la pace che ha fatto lo Spirito.

 

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