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A partire dalla sua ultima pubblicazione Fraternità (Edizioni Qiqajon), il teologo Marco Ronconi esplica il senso della vita attraverso la fraternità. Del resto fu papa Francesco che ne evidenziò l’importanza fin dal suo affacciarsi in piazza San Pietro, il 13 marzo di tre anni fa, quando usò, nel primo saluto da pontefice, proprio il termine “fratellanza”. Come anche nel Regina Coeli del 2 aprile 2018, quando Papa Francesco esortò a riscoprire il sentimento di fraternità “così come era vissuta nelle prime comunità cristiane”, elemento di unione e condivisione al di là dell’interesse individuale.

Nella meditazione a Casa Santa Marta del mattino, Papa Francesco è tornato a parlare della santità di tutti i giorni invitando ad essere sale e luce per gli altri, senza attribuirsi meriti.

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L’ANNEDOTO

Il racconto di Gennaro
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REGINA COELI 2.04.2018

La fraternità è una grazia

Papa: Perché la fraternità è il frutto della Pasqua di Cristo che, con la sua morte e risurrezione, ha sconfitto il peccato che separava l’uomo da Dio, l’uomo da sé stesso, l’uomo dai suoi fratelli. Ma noi sappiamo che il peccato sempre separa, sempre fa inimicizie. Gesù ha abbattuto il muro di divisione tra gli uomini e ha ristabilito la pace, cominciando a tessere la rete di una nuova fraternità. È tanto importante in questo nostro tempo riscoprire la fraternità, così come era vissuta nelle prime comunità cristiane. Riscoprire come dare spazio a Gesù che mai separa, sempre unisce. Non ci può essere una vera comunione e un impegno per il bene comune e la giustizia sociale senza la fraternità e la condivisione. Senza condivisione fraterna non si può realizzare una comunità ecclesiale o civile: esiste solo un insieme di individui mossi o raggruppati dai propri interessi. Ma la fraternità è una grazia che fa Gesù.

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Solo la fraternità porta la pace

Papa: La Pasqua di Cristo ha fatto esplodere nel mondo un’altra cosa: la novità del dialogo e della relazione, novità che per i cristiani è diventata una responsabilità. Infatti Gesù ha detto: «Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri» (Gv 13,35). Ecco perché non possiamo rinchiuderci nel nostro privato, nel nostro gruppo, ma siamo chiamati a occuparci del bene comune, a prenderci cura dei fratelli, specialmente quelli più deboli ed emarginati. Solo la fraternità può garantire una pace duratura, può sconfiggere le povertà, può spegnere le tensioni e le guerre, può estirpare la corruzione e la criminalità.

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SANTA MARTA

Sale e luce

Papa: Sale per gli altri, luce per gli altri, perché il sale non insaporisce se stesso, sempre al servizio. La luce non illumina se stessa, sempre al servizio. Sale per gli altri. Piccolo sale che aiuta ai pasti, ma piccolo. Al supermercato il sale si vende non a tonnellate, no … In piccoli sacchetti; è sufficiente. E poi, il sale non si vanta di se stesso perché non serve se stesso. Sempre è lì per aiutare gli altri: aiutare a conservare le cose, a insaporire le cose. Semplice testimonianza.

…Il Signore ci dice così: “Tu sei sale, tu sei luce” – “Ah, vero! Signore è così. Attirerò tanta gente in chiesa e farò …” – “No, così farai che gli altri vedano e glorifichino il Padre. Neppure ti sarà attribuito alcun merito. Noi quando mangiamo non diciamo: “Ah, buono il sale!”, No!: “Buona la pasta, buona la carne, buona …”. Non diciamo: “Buono il sale”. Di notte quando andiamo per casa, non diciamo: “Buona la luce”, no. Ignoriamo la luce, ma viviamo con quella luce che illumina. Questa è una dimensione che fa che noi cristiani siamo anonimi nella vita.

E una bella preghiera per tutti noi, alla fine della giornata, sarebbe domandarsi: “Sono stato sale oggi? Sono stato luce oggi?”. Questa è la santità di tutti i giorni. Che il Signore ci aiuti a capire questo.

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La fotogallery della puntata

12 Giugno 2018