ARTIGIANI DI PACE, Don Renato Sacco

8 gennaio 2019

Puntata dedicata alla pace, per ribadire insieme a Don Renato Sacco, coordinatore nazionale di Pax Christi, movimento cattolico internazionale per la pace, la missione che ognuno dovrà affrontare nel prossimo anno.

Il 31 dicembre Pax Christi si è messa in cammino a Matera per la 51ª Marcia della pace con cui ha lanciato un appello chiaro ai politici, ai governanti: di fermarsi e riflettere e operare per la concordia tra i popoli. Nicola Ferrante insieme a Don Renato riflette sul messaggio per la Celebrazione della LII giornata mondiale della Pace in cui Papa Francesco parla dei prossimi obiettivi di pace per il nuovo anno, invitando a diventare “artigiani di pace”.

https://w2.vatican.va/content/francesco/it/messages/peace/documents/papa-francesco_20181208_messaggio-52giornatamondiale-pace2019.html

In tema di migrazioni abbiamo ascoltato la testimonianza telefonica di Nello Scavo, giornalista di Avvenire, che da oggi si trova a bordo della Sea Watch 3, che ci descrive le condizioni dei 32 migranti che da 14 giorni sono in mare senza un porto di approdo.

E poi ancora l’impegno per la pace è un tema centrale nel Messaggio Urbi Et Orbi di questo Natale, in cui il Papa nel suo augurio parla di fraternità tra persone di ogni nazione e cultura, tra persone di idee diverse, ma capaci di rispettarsi e di ascoltare l’altro, ricordando i focolai di guerra in ogni parte del mondo.

E poi nell’Angelus in Piazza San Pietro del 1° gennaio il Papa invita ad un impegno comune al servizio della pace.

 

 

IN EVIDENZA

Don Renato Sacco “Sono gli immigrati il vero problema?”

 

Don Renato Sacco:  “Educare alla pace”

 

 

 

 

MESSAGGIO PER LA CELEBRAZIONE DELLA LII GIORNATA MONDIALE DELLA PACE         1° gennaio 2019

Mani tese

Papa: Cosa c’è di più bello di una mano tesa? Essa è voluta da Dio per donare e ricevere. Non per uccidere o far soffrire, ma perché curi e aiuti a vivere. Accanto al cuore e all’intelligenza, la mano può diventare, anch’essa, uno strumento di dialogo.

Tenere l’altro sotto minaccia vuol dire, invece, ridurlo allo stato di oggetto e negarne la dignità. Il terrore esercitato sulle persone più vulnerabili contribuisce all’esilio di intere popolazioni nella ricerca di una terra di pace. Non sono sostenibili i discorsi politici che tendono ad accusare i migranti di tutti i mali e a privare i poveri della speranza. Va invece ribadito che la pace si basa sul rispetto di ogni persona, qualunque sia la sua storia.

La pace è frutto di un grande progetto politico che si fonda sulla responsabilità reciproca. Ma è anche una sfida che chiede di essere accolta giorno dopo giorno. La pace è una conversione del cuore e dell’anima. Oggi più che mai le nostre società necessitano di “artigiani di pace”.

 

Al telefono: NELLO SCAVO A BORDO DELLA SEA WATCH

 

 

 

 

MESSAGGIO URBI ET ORBI

NATALE 2018     25 dicembre 2018

Pace nel mondo

Papa: Il Bambino Gesù permetta all’amata e martoriata Siria di ritrovare la fraternità dopo questi lunghi anni di guerra. La Comunità internazionale si adoperi decisamente per una soluzione politica che accantoni le divisioni e gli interessi di parte, così che il popolo siriano, specialmente quanti hanno dovuto lasciare le proprie terre e cercare rifugio altrove, possa tornare a vivere in pace nella propria patria.

Penso allo Yemen, con la speranza che la tregua mediata dalla Comunità internazionale possa finalmente portare sollievo ai tanti bambini e alle popolazioni stremate dalla guerra e dalla carestia.

Penso poi all’Africa, dove milioni di persone sono rifugiate o sfollate e necessitano di assistenza umanitaria e di sicurezza alimentare.

Il Natale rinsaldi i vincoli fraterni che uniscono la Penisola coreana e consenta di proseguire il cammino di avvicinamento intrapreso e di giungere a soluzioni condivise che assicurino a tutti sviluppo e benessere.

Questo tempo di benedizione consenta al Venezuela di ritrovare la concordia e a tutte le componenti sociali di lavorare fraternamente per lo sviluppo del Paese e per assistere le fasce più deboli della popolazione.

Il Signore che nasce porti sollievo all’amata Ucraina, ansiosa di riconquistare una pace duratura che tarda a venire. Solo con la pace, rispettosa dei diritti di ogni nazione, il Paese può riprendersi dalle sofferenze subite e ristabilire condizioni di vita dignitose per i propri cittadini.

ANGELUS    1° gennaio 2019

Al servizio della pace

Papa: Dio si è rivelato nel volto di un uomo, Gesù, «nato da donna». E qui ritorniamo all’icona della festa odierna, da cui siamo partiti: l’icona della Santa Madre di Dio, che ci mostra il Figlio, Gesù Cristo, Salvatore del mondo. Lui è la Benedizione per ogni persona e per l’intera famiglia umana. Lui, Gesù, è sorgente di grazia, di misericordia e di pace.

Per questo il santo Papa Paolo VI ha voluto che il primo gennaio fosse la Giornata Mondiale della Pace; e oggi noi celebriamo la cinquantaduesima, che ha per tema: La buona politica è al servizio della pace. Non pensiamo che la politica sia riservata solo ai governanti: tutti siamo responsabili della vita della “città”, del bene comune; e anche la politica è buona nella misura in cui ognuno fa la sua parte al servizio della pace. Ci aiuti in questo impegno quotidiano la Santa Madre di Dio.