La diplomazia contro la guerra, con Stefania Falasca

7 gennaio 2019

Questa mattina, nella Sala Regia in Vaticano, Papa Francesco ha incontrato i membri del Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede, per il consueto appuntamento per la presentazione degli auguri per il nuovo anno.
Nel lungo discorso, di circa un’ora, Papa Francesco ha parlato dei temi internazionali di maggior attualità e gravità “per trarre alcune considerazioni sugli accadimenti passati e riflettere sulle sfide che ci attendono nel prossimo futuro”.

Ha toccato tutte le sfere dell’umanità, invitando la politica ad agire con lungimiranza e non limitarsi a cercare “soluzioni di corto respiro”. Ha parlato di diritti umani, d’identità e dignità dei popoli, di immigrazione e integrazione, e anche di pedofilia, di difesa della donna, dello sfruttamento dei lavoratori, di tutte le sfere che necessitano oggi di azione in una logica di impegno comune.
In studio, Gennaro Ferrara insieme alla vaticanista Stefania Falasca riflettono sulle parole del Papa a partire dall’appello rivolto ai leader europei nel dopo Angelus nella Solennità dell’Epifania del Signore del 6 gennaio 2019, in cui invito ad agire e ad aprire i porti ai 49 migranti a bordo delle navi Sea Watch 3 e Sea Eye che da 16 giorni sono senza approdo. “Cari fratelli e sorelle,
da parecchi giorni quarantanove persone salvate nel Mare Mediterraneo sono a bordo di due navi di ONG, in cerca di un porto sicuro dove sbarcare. Rivolgo un accorato appello ai Leader europei, perché dimostrino concreta solidarietà nei confronti di queste persone”.

In chiusura abbiamo ascoltato la sintesi dell’Omelia di Santa Marta di Papa Francesco di questa mattina incentrata sulla concretezza dell’amore cristiano.

 

IN EVIDENZA

 Stefania Falasca: “Solidarietà, parola chiave”

Stefania Falasca: “Un gesto concreto”

 

DISCORSO AI MEMBRI DEL CORPO DIPLOMATICO ACCREDITATO PRESSO LA SANTA SEDE PER LA PRESENTAZIONE DEGLI AUGURI PER IL NUOVO ANNO 7 gennaio 2019

No alla logica della sopraffazione

Papa: Premessa indispensabile del successo della diplomazia multilaterale sono la buona volontà e la buona fede degli interlocutori, la disponibilità a un confronto leale e sincero e la volontà di accettare gli inevitabili compromessi che nascono dal confronto tra le Parti. Laddove anche uno solo di questi elementi viene a mancare, prevale la ricerca di soluzioni unilaterali e, in ultima istanza, la sopraffazione del più forte sul più debole. …

Ritengo dunque importante che anche nel tempo presente non venga meno la volontà di un confronto sereno e costruttivo fra gli Stati, pur essendo evidente come i rapporti in seno alla comunità internazionale, e il sistema multilaterale nel suo complesso, stiano attraversando momenti di difficoltà, con il riemergere di tendenze nazionalistiche, che minano la vocazione delle Organizzazioni internazionali ad essere spazio di dialogo e di incontro per tutti i Paesi.

Per una politica lungimirante

Papa: Alla politica è richiesto di essere lungimirante, di non limitarsi a cercare soluzioni di corto respiro. Il buon politico non deve occupare spazi, ma avviare processi; egli è chiamato a far prevalere l’unità sul conflitto, alla cui base vi è «la solidarietà, intesa nel suo significato più profondo e di sfida». Essa «diventa così uno stile di costruzione della storia, un ambito vitale dove i conflitti, le tensioni e gli opposti possono raggiungere una pluriforme unità che genera nuova vita».

 

SANTA MARTA

La concretezza della fede

Papa: Credere che Dio, il Figlio di Dio è venuto in carne, si è fatto uno di noi. Questa è la fede in Gesù Cristo: un Gesù Cristo, un Dio concreto, che è stato concepito nel grembo di Maria, che è nato a Betlemme, che è cresciuto come un bimbo, che è fuggito in Egitto, che è tornato a Nazaret, che ha imparato a leggere col papà, a lavorare, andare avanti e poi la predica… concreto: un uomo concreto, un uomo che è Dio ma uomo. Non è Dio travestito da uomo. No. Uomo, Dio che si è fatto uomo. La carne di Cristo. Questa è la concretezza del primo comandamento. Il secondo anche è concreto. Amare, amarci gli uni gli altri, amore concreto, non amore di fantasia: “Ti voglio bene, ah quanto ti voglio bene” e poi con la mia lingua ti distruggo, con le chiacchiere… No, no, questo no. Amore concreto. Cioè, i comandamenti di Dio sono concretezza e il criterio del cristianesimo è la concretezza, non le idee e le belle parole… Concretezza. E questa è la sfida.

La vita del cristiano è concretezza nella fede in Gesù Cristo e nella carità ma è anche lotta, perché ti vengono sempre idee o falsi profeti che ti propongono un Cristo “soft”, senza tanta carne e l’amore verso il prossimo è un po’ relativo… “Sì, questi sì che sono dalla mia parte ma quelli, no…”.

Chi mi può aiutare a discernere? Il popolo di Dio, la Chiesa, la unanimità della Chiesa, il fratello, la sorella che hanno il carisma di aiutarci a vedere chiaro. Per questo è importante per il cristiano il colloquio spirituale con gente di autorità spirituale. Non è necessario andare dal Papa o dal vescovo per vedere se quello che sento è buono ma c’è tanta gente, sacerdoti, religiose, laici che hanno questa capacità di aiutarci a vedere cosa succede nel mio spirito per non sbagliare. Gesù ha dovuto fare questo all’inizio della vita quando il diavolo gli ha fatto la visita nel deserto e gli ha proposto tre cose, che non erano secondo lo Spirito di Dio e Lui ha respinto il diavolo, con la Parola di Dio. Se a Gesù è successo quello, anche a noi, anche a noi. Non avere paura.

ALTRI APPUNTAMENTI

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