“Prima di essere Francesco”, Simonelli e Badilla

5 marzo 2019

“La sua Argentina, il suo passato, i grandi personaggi che ha incontrato, i temi a lui cari, ma sempre incarnati attraverso episodi, interessi, testimonianze. Una galleria che descrive, come in un quadro, l’origine di un pontefice preso alla fine del Mondo, come disse il giorno della sua elezione”. Con la pubblicazione “Prima di essere Francesco”, il giornalista Saverio Simonelli rivela un volto di Jorge Mario Bergoglio, da quando era bambino raccontandone, in studio insieme al direttore de “Il Sismografo” Luis Badilla , alcuni episodi poco conosciuti.
Ed è lo stesso Papa Francesco che ama raccontare, nei suoi discorsi pubblici, gli episodi significativi della sua infanzia, i ricordi familiari, la sua Argentina. Riascoltiamo così le sue parole nell’incontro con i Salesiani e le Figlie di Maria Ausiliatrice  pronunciate a braccio Torino, quando racconta cosa ha significato la comunità salesiana argentina per la famiglia Bergoglio. E poi, nella Veglia di pentecoste con i movimenti, le nuove comunità, le associazioni e le aggregazioni laicali, quando ricorda la sua chiamata vocazionale in una giornata di primavera ed anche, nella Visita pastorale ad Assisi, quando parla della periferia di Buenos Aires.

IN EVIDENZA
Simonelli: “Quando racconto la vocazione di Bergoglio…”

Badilla: “Bergoglio e … l’elastico”

INCONTRO CON I SALESIANI E LE FIGLIE DI MARIA AUSILIATRICE
21 giugno 2015

VEGLIA DI PENTECOSTE CON I MOVIMENTI, LE NUOVE COMUNITÀ,
LE ASSOCIAZIONI E LE AGGREGAZIONI LAICALI 18 maggio 2013
Papa: Ma c’è un giorno per me molto importante: il 21 settembre del ‘53. Avevo quasi 17 anni. Era il “Giorno dello studente”, per noi il giorno della Primavera – da voi è il giorno dell’Autunno. Prima di andare alla festa, sono passato nella parrocchia dove andavo, ho trovato un prete, che non conoscevo, e ho sentito la necessità di confessarmi. Questa è stata per me un’esperienza di incontro: ho trovato che qualcuno mi aspettava. Ma non so cosa sia successo, non ricordo, non so proprio perché fosse quel prete là, che non conoscevo, perché avessi sentito questa voglia di confessarmi, ma la verità è che qualcuno m’aspettava. Mi stava aspettando da tempo. Dopo la Confessione ho sentito che qualcosa era cambiato. Io non ero lo stesso. Avevo sentito proprio come una voce, una chiamata: ero convinto che dovessi diventare sacerdote.

VISITA PASTORALE AD ASSISI – INCONTRO CON IL CLERO, PERSONE DI VITA CONSACRATA E MEMBRI DI CONSIGLI PASTORALI 4 ottobre 2013
Papa: è un elemento che ho vissuto molto quando ero a Buenos Aires: l’importanza di uscire per andare incontro all’altro, nelle periferie, che sono luoghi, ma sono soprattutto persone in situazioni di vita speciale. E’ il caso della diocesi che avevo prima, quella di Buenos Aires. Una periferia che mi faceva tanto male, era trovare nelle famiglie di classe media, bambini che non sapevano farsi il Segno della Croce. Ma, questa è una periferia! E io vi domando: qui, in questa diocesi, ci sono bambini che non sanno farsi il Segno della Croce? Pensateci. Queste sono vere periferie esistenziali, dove Dio non c’è.