“La Chiesa americana”, Massimo Faggioli

8 marzo 2019

Puntata dedicata alle attività del Papa del giorno a partire dalla riflessione pronunciate a conclusione dell’incontro con una delegazione dell’“American Jewish Committee” in occasione della Festa della Donna in cui sottolinea:“Se abbiamo a cuore l’avvenire, se sogniamo un futuro di pace, occorre dare spazio alla donna”.

A seguire ascoltiamo l’Omelia di Santa Marta incentrata sull’ipocrisia nella vita cristiana in cui papa Francesco si sofferma sulla differenza tra realtà e apparenza e poi il discorso ai partecipanti alla conferenza sul tema “religioni e gli obiettivi di sviluppo sostenibile” con una riflessione sui modelli praticabili di integrazione sociale e di conversione ecologica.

In studio, Gennaro Ferrara, in dialogo con Massimo Faggioli, professore di Storia del Cristianesimo alla Villanova University di Philadelphia (Stati Uniti), apre una pagina di attualità sulla Chiesa Americana che si trova ad affrontare gli scandali pedofilia.

In chiusura, Paolo Fucili ha incontrato Padre Bernardo Francesco Maria Gianni, abate dell’abbazia di San Miniato al Monte di Firenze, che guiderà gli esercizi spirituali di Quaresima per il Papa e la Curia Romana, dal 10 al 15 marzo ad Ariccia, sul tema e sulla preparazione degli esercizi.  

DISCORSO A UNA DELEGAZIONE DELL’“AMERICAN JEWISH COMMITTEE”

Papa: Oggi, 8 marzo, vorrei anche dire qualcosa sul contributo insostituibile della donna nel costruire un mondo che sia casa per tutti. La donna è colei che fa bello il mondo, che lo custodisce e mantiene in vita. Vi porta la grazia che fa nuove le cose, l’abbraccio che include, il coraggio di donarsi. La pace è donna. Nasce e rinasce dalla tenerezza delle madri. Perciò il sogno della pace si realizza guardando alla donna. Non è un caso che nel racconto della Genesi la donna sia tratta dalla costola dell’uomo mentre questi dorme (cfr Gen 2,21). La donna, cioè, ha origine vicino al cuore e nel sonno, durante i sogni. Perciò porta nel mondo il sogno dell’amore. Se abbiamo a cuore l’avvenire, se sogniamo un futuro di pace, occorre dare spazio alla donna.

 

 

SANTA MARTA

La grazia di essere coerenti

Papa: Coloro che cercano le apparenze, mai si riconoscono peccatori e se tu dici loro: “Ma tu anche sei peccatore!” – “Ma, sì, peccati abbiamo tutti!”, e relativizzano tutto e tornano a diventare giusti. Anche cercano di apparire con faccia da immaginetta, di santino: tutto apparenza. E quando c’è questa differenza tra la realtà e l’apparenza, il Signore usa un aggettivo: “Ipocrita”.

Tanti cristiani, anche cattolici, che si dicono cattolici praticanti, come sfruttano la gente! Come sfruttano gli operai! Come li mandano a casa all’inizio dell’estate per riprenderli alla fine, così non hanno diritto alla pensione, non hanno diritto ad andare avanti. E tanti di questi si dicono cattolici: vanno alla Messa la domenica … ma fanno questo. E questo è peccato mortale! Quanti umiliano i loro operai.

Chiedi al Signore la forza e vai umilmente avanti, con quello che puoi. Ma non truccarti l’anima, perché se tu ti trucchi l’anima, il Signore non ti riconoscerà. Chiediamo al Signore la grazia di essere coerenti, di non essere vanitosi, di non apparire più degni di quello che siamo. Chiediamo questa grazia, in questa Quaresima: la coerenza tra il formale e il reale, tra la realtà e le apparenze.

 

DISCORSO AI PARTECIPANTI ALLA CONFERENZA SUL TEMA “RELIGIONI E GLI OBIETTIVI DI SVILUPPO SOSTENIBILE”

Integrazione sociale e conversione ecologica

Papa: In realtà, come ha messo in risalto il mio predecessore San Paolo VI, parlare di sviluppo umano significa riferirsi a tutte le persone – non solo a pochi – e all’intera persona umana – non alla sola dimensione materiale – (cfr Enc. Populorum progressio, 14). Pertanto, una fruttuosa discussione sullo sviluppo dovrebbe offrire modelli praticabili di integrazione sociale e di conversione ecologica, perché non possiamo svilupparci come esseri umani fomentando crescenti disuguaglianze e il degrado dell’ambiente.…..

 Le sfide sono complesse e hanno molteplici cause; la risposta pertanto non può che essere a sua volta complessa e articolata, rispettosa delle diverse ricchezze culturali dei popoli. Se siamo veramente preoccupati di sviluppare un’ecologia capace di rimediare al danno che abbiamo fatto, nessuna branca delle scienze e nessuna forma di saggezza dovrebbero essere tralasciate, e ciò include le religioni e i linguaggi ad esse peculiari (cfr ibid., 63). Le religioni possono aiutarci a camminare sulla via di un reale sviluppo integrale, che è il nuovo nome della pace (cfr Paolo VI, Enc. Populorum progressio, 76-77).

 

 

Intervista con Padre Bernardo Francesco Maria Gianni