Speciale Viaggio in Marocco – 1° giorno

30 marzo 2019

Inizia oggi il 28° Viaggio Apostolico Internazionale di Papa Francesco in Marocco, un viaggio di due giorni all’insegna del dialogo interreligioso, della valorizzazione della Chiesa cattolica locale e del tema delle migrazioni in linea con quanto iniziato ad Abu Dhabi.

E’ il secondo Papa a recarsi in Marocco dopo la visita di Giovanni Paolo II avvenuta il 19 agosto del 1985. Il motto del viaggio è “Serviteur d’Esperance” e i simboli scelti nella presentazione del logo sono la croce e la mezzaluna, proprio a sottolineare la dimensione dell’incontro tra cristiani e musulmani.

Gennaro Ferrara apre la diretta con l’arrivo del Papa all’aeroporto internazionale di Rabat-Salé alle ore 14 italiane, in compagnia degli ospiti esperti di Chiesa e mondo arabo: Chiara Zappa, giornalista di “Mondo e Missione”, Paolo Branca, islamologo dell’Università Cattolica Di Milano, l’Imam Yassine Lafram, presidente nazionale U.Co.I.I. e padre Gabriele Dall’Acqua, francescano già missionario in Marocco.

Papa Francesco pronuncia il suo primo discorso nell’incontro con il popolo marocchino, le autorità, la società civile e il corpo diplomatico sulla Esplanade de la Mosquée Hassan soffermandosi sulla cultura del dialogo e dei valori comuni come strada da percorrere.

Dopo la visita al Mausoleo di Mohammed V il Papa incontra il Re Mohammed V nel Palazzo Reale dove senza preavvisi ufficiali firmano un appello su Gerusalemme / Al Qods Città Santa e luogo di incontro.

La prima giornata prosegue poi con la visita all’Istituto Mohammed VI degli Imam, Predicatori e Predicatrici e si conclude con l’incontro con i migranti nella sede della Caritas diocesana di Rabat.

In collegamento da Rabat aggiornamenti, approfondimenti e interviste della vaticanista Cristiana Caricato.

INCONTRO CON IL POPOLO MAROCCHINO, LE AUTORITÀ, LA SOCIETÀ CIVILE E IL CORPO DIPLOMATICO
Papa: “Noi crediamo che Dio ha creato gli esseri umani uguali in diritti, doveri e dignità e che li ha chiamati a vivere come fratelli e a diffondere i valori del bene, della carità e della pace. Ecco perché la libertà di coscienza e la libertà religiosa – che non si limita alla sola libertà di culto ma deve consentire a ciascuno di vivere secondo la propria convinzione religiosa – sono inseparabilmente legate alla dignità umana. In questo spirito, abbiamo sempre bisogno di passare dalla semplice tolleranza al rispetto e alla stima per gli altri. Perché si tratta di scoprire e accogliere l’altro nella peculiarità della sua fede e di arricchirsi a vicenda con la differenza, in una relazione segnata dalla benevolenza e dalla ricerca di ciò che possiamo fare insieme. Così intesa, la costruzione di ponti tra gli uomini, dal punto di vista del dialogo interreligioso, chiede di essere vissuta sotto il segno della convivialità, dell’amicizia e, ancor più, della fraternità”.

Papa: “Sono tutti percorsi che fermeranno la «strumentalizzazione delle religioni per incitare all’odio, alla violenza, all’estremismo o al fanatismo cieco e porranno fine all’uso del nome di Dio per giustificare atti di omicidio, esilio, terrorismo e oppressione» (Documento sulla fratellanza umana, Abu Dhabi, 4 febbraio 2019)”.

“Ugualmente, la grave crisi migratoria che oggi stiamo affrontando è per tutti un appello urgente a cercare i mezzi concreti per sradicare le cause che costringono tante persone a lasciare il loro Paese, la loro famiglia, e a ritrovarsi spesso emarginate, rifiutate. Da questo punto di vista, sempre qui in Marocco, lo scorso dicembre, la Conferenza intergovernativa sul Patto mondiale per una migrazione sicura, ordinata e regolare ha adottato un documento che vuole essere un punto di riferimento per l’intera comunità internazionale”.

 

APPELLO DEL RE MOHAMMED VI E PAPA FRANCESCO SU GERUSALEMME/ AL QODS

In occasione della visita al Regno del Marocco, Sua Santità Papa Francesco e Sua Maestà il Re Mohammed VI, riconoscendo l’unicità e la sacralità di Gerusalemme / Al Qods Acharif e avendo a cuore il suo significato spirituale e la sua peculiare vocazione di Città della Pace, condividono il seguente appello:
«Noi riteniamo importante preservare la Città santa di Gerusalemme/Al Qods Acharif come patrimonio comune dell’umanità e soprattutto per i fedeli delle tre religioni monoteiste, come luogo di incontro e simbolo di coesistenza pacifica, in cui si coltivano il rispetto reciproco e il dialogo.
A tale scopo devono essere conservati e promossi il carattere specifico multi-religioso, la dimensione spirituale e la peculiare identità culturale di Gerusalemme/Al Qods Acharif.
Auspichiamo, di conseguenza, che nella Città santa siano garantiti la piena libertà di accesso ai fedeli delle tre religioni monoteiste e il diritto di ciascuna di esercitarvi il proprio culto, così che a Gerusalemme/Al Qods Acharif si elevi, da parte dei loro fedeli, la preghiera a Dio, Creatore di tutti, per un futuro di pace e di fraternità sulla terra».