dal lunedì al venerdì ore 17:30

LUNEDI’ 25 MAGGIO – LA POESIA AL SERVIZIO DEL VANGELO

Il Diario apre la nuova settimana con padre Ermes Ronchi dell’Ordine dei Servi di Santa Maria.
Padre Ronchi, ritorna in trasmissione dopo che aveva condotto gli Esercizi Spirituali a Papa Francesco e alla Curia Romana nel marzo 2016. Questa volta l’occasione propizia è ascoltare la sua riflessione sulla festa dell’Ascensione appena trascorsa Domenica 24 maggio.
“I discepoli sono tornati in Galilea, su quel monte che conoscevano bene. Quando lo videro, si prostrarono. Gesù lascia la terra con un bilancio deficitario: gli sono rimasti soltanto undici uomini impauriti e confusi, e un piccolo nucleo di donne coraggiose e fedeli. Lo hanno seguito per tre anni sulle strade di Palestina, non hanno capito molto ma lo hanno amato molto. E ci sono tutti all’appuntamento sull’ultima montagna. Questa è la sola garanzia di cui Gesù ha bisogno. Ora può tornare al Padre, rassicurato di essere amato, anche se non del tutto capito. Adesso sa che nessuno di quegli uomini e di quelle donne lo dimenticherà”.

Padre Ronchi, friulano di Racchiuso di Attimis(Udine), classe 1947, sceglie l’ordine dei Frate dei Servi di Maria, e viene ordinato sacerdote. Laureato in Teologia a Roma, ha conseguito il dottorato in Storia delle Religioni, con specializzazione in Antropologia Culturale, all’università di Parigi-Sorbona e il dottorato in Scienze Religiose all’Institut Catholique di Parigi. Scrittore di temi biblici e spirituali, ha pubblicato diverse opere, collabora, inoltre con diverse testate giornalistiche.
I suoi grandi maestri sono stati padre Giovanni Vannucci e David Maria Turoldo.
Ha fondato e diretto per 8 anni La Compagnia dei Laudesi di Rovato (Bs), gruppo di Musica e Teatro Medievali.
Presso il Convento di San Carlo in Milano, dirige il Centro Culturale Corsia dei Servi, fondato da p. David Maria Turoldo; la Libreria San Carlo e il Cinecircolo San Carlo.
Nel 2007 ha scritto l’introduzione ai Pensieri Mariani di Benedetto XVI; ha redatto i testi di riflessione per la veglia di 500.000 giovani cattolici a Loreto (Agorà dei giovani).
Nel 2008, ha curato per la CEI (Servizio Nazionale per il Progetto Culturale e Servizio Nazionale per la Pastorale Giovanile, i testi dello spettacolo: L’apostolo delle genti.
È docente di Estetica Teologica e Iconografia presso la Pontificia Facoltà MARIANUM di Roma.
Dall’8 settembre 2016 vive nel convento di Santa Maria del Cengio a Isola Vicentina, piccola comunità dei Servi di Maria, che da tempo ha avviato, grazie all’apporto fondamentale di un gruppo di laici, attività per la crescita della spiritualità e la riflessione su temi di attualità, tra i quali l’esigenza di diffondere nuovi stili di vita nel rispetto del Creato.

MARTEDI’ 26 MAGGIO – RIFLESSIONI SULLE PAURE DEL TEMPO PRESENTE : INCONTRO CON IL CARDINALE ZUPPI ARCIVESCOVO METROPOLITA DI BOLOGNA
Martedì 26 maggio il Diario accoglie il Cardinale Matteo Maria Zuppi, Arcivescovo Metropolita di Bologna dal 27 ottobre 2015.
Zuppi, romano, classe 1955, è stato nominato Vescovo titolare di Villanova e Ausiliare di Roma il 31 gennaio 2012; ha ricevuto la consacrazione episcopale il 14 aprile dello stesso anno. Il 5 ottobre 2019 nella basilica di San Pietro in Vaticano è stato creato cardinale presbitero del titolo di Sant’Egidio in Trastevere da papa Francesco.
Lo scorso autunno il Cardinale Zuppi, insieme a Lorenzo Fazzini, ha scritto per le Edizioni Piemme un libro profetico dal titolo:”Odierai il prossimo tuo –Perché abbiamo dimenticato la fraternità. Riflessioni sulle paure del tempo presente”
«Ama il prossimo tuo come te stesso»: è il comandamento evangelico forse più difficile da rispettare oggi, in un Paese incattivito, dove i rapporti e la comunicazione sono dominati dall’aggressività, le porte delle case sono chiuse agli estranei, le donne e gli immigrati sono vittime frequenti di violenze verbali e fisiche. Dove l’inimicizia e le fratture si propagano anche all’interno della comunità dei credenti. Come uomo di Chiesa, Matteo Maria Zuppi ritiene urgente affrontare la questione dell’odio, un sentimento che ci disumanizza e ci condanna alla solitudine. Tanto più se lo percepiamo come forza capace di proteggerci dalle minacce e ripagarci delle ingiustizie subite.
Tessendo una riflessione in dialogo con scrittori, filosofi e teologi, attingendo a vicende storiche ed esperienze personali, il cardinale di Bologna si interroga sulle paure che alimentano l’ostilità e l’intolleranza. E indaga le conseguenze dell’individualismo sfrenato che induce le persone a idolatrare il benessere personale e le rende impermeabili alla sofferenza altrui, ma anche più fragili e incapaci di pensarsi in relazione agli altri. L’odio ha una capacità distruttiva spaventosa: non lo si può giustificare né tollerare. Bisogna rigettarlo. L’antidoto a questo veleno è l’amore. Non solo per i cristiani. Anche per i non credenti e i fedeli di altre religioni, l’unica risposta possibile è la fraternità. L’invito di Zuppi è una sfida: a ritrovare l’autentica solidarietà, intesa come partecipazione alla vita degli altri; a guardare al pluralismo religioso come a un’opportunità per ritrovare le ragioni della propria fede; a promuovere l’accoglienza che difende la vita; ad aprirsi all’amore, forza creativa capace di cose grandi, che costituisce la dimensione più autentica di ogni essere umano.

MERCOLEDI’ 27 MAGGIO – UDIENZA GENERALE

Per riascoltare ed approfondire la Catechesi dall’Udienza Generale del mercoledì e analizzare i passaggi più salienti che il Santo Padre pronuncerà in Piazza San Pietro, incontro con Don Roberto Repole, già presidente dell’Associazione Teologica Italiana (A.T.I.) e oggi Direttore della Facoltà teologica di Torino. Don Repole, presbitero della diocesi di Torino, ha conseguito licenza e dottorato in Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma. Ha dedicato buona parte della sua riflessione ad un ripensamento dell’ecclesiologia nell’orizzonte della cultura contemporanea.

GIOVEDI 28 MAGGIO – I MISSIONARI E IL CORONAVIRUS NEL MONDO

Il Diario, per ascoltare il cuore di chi ha lasciato tutto per seguire Cristo, giovedì 28 maggio si collega, in tempo di Coronavirus, dalla capitale dell’Argentina con il giornalista e scrittore Alver Metalli.
Metalli ha viaggiato quasi tutta l’America Latina e al continente sud-americano ha dedicato saggi e romanzi.

Ha attraversato nel tempo il Nicaragua, Salvador, Messico, Brasile, Uruguay, Paraguay e Cile, per poi approdare in Argentina, dove tuttora vive, in una baraccopoli alla periferia di Buenos Aires.
Dal 2013 la collaborazione al portale «Vatican insider» e la direzione per cinque anni del sito d’informazione «Tierras de América».
In questo periodo di pandemia ha scritto per le Edizioni San Paolo un eBook con la prefazione di papa Francesco dal titolo: “Diario dalla “peste” in una bidonville argentina.”

Dalla Prefazione di Papa Francesco:
“Ci farà bene leggere questo diario, che racconta giorno dopo giorno la “Cuarentena” vissuta in una delle villas miseria, le baraccopoli dove opera un gruppo di sacerdoti a cui voglio tanto bene. Sono mossi da una fede genuina in Gesù Cristo e da un grande amore per questa povera gente che vive in casupole e baracche ai margini della società…
Il Diario non racconta solo le storie drammatiche di tante donne e uomini della villa, fra droga, violenza e miseria. Ci fa vedere anche l’umanità bella di tanta gente che, attorno alla parrocchia, si prodiga tutti i giorni per aiutare chi è più bisognoso di aiuto…
La cucina popolare – racconta il libro – non è l’unica opera di carità che praticano nelle villas. C’è un ricovero per gli alcolizzati e un Hogar de Cristo per chi è caduto nelle grinfie della droga. Poi ci sono i “vecchietti”, che si cerca di proteggere da un virus crudele che, ovunque nel mondo, ha fatto strage proprio delle persone più anziane e fragili…
Proprio al sostentamento di questa casa per gli anziani l’autore dell’ebook ha deciso di destinare gli introiti della pubblicazione. Un motivo in più per leggere e diffondere questo Diario che ci mostra il volto avvincente e concreto di una “Chiesa povera e per i poveri”. I versi di un cantautore italiano, Fabrizio de André, raccontano di quartieri malfamati dove “il sole del buon Dio non dà i suoi raggi” perché troppo impegnato a “scaldar la gente di altri paraggi”. Ecco, questo libro ci fa invece vedere come – attraverso il dono della testimonianza – non ci sia zona, per quanto oscura, dove un raggio del buon Dio non arrivi a riscaldare qualche cuore e illuminare esistenze altrimenti invisibili”.

25 Maggio 2020