Il prosciutto del Casentino

19 febbraio 2020

L’ultima puntata ci porta a Poppi, nel Casentino, dove conosciamo Angiola Raggioli, 81 anni, che con le figlie Simona e Alessandra e il genero Giorgio, conduce l’azienda agricola Fattoria di Belvedere avviata negli anni ’60 dal marito Gino in 120 ettari di terreno. Dal 1995 Angiola ha avviato anche l’attività agrituristica, proponendo ai visitatori vacanze all’insegna del verde nel vicino Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi e soprattutto all’insegna della scoperta di antichi piatti locali legati al maiale brado grigio del Casentino, che viene allevato secondo le regole del Consorzio prosciutto del Casentino. La storia di Angiola ci racconta di come spesso l’attività agricola unisca più valori insieme, come la salvaguardia dei territori, il turismo e il recupero di antiche tradizioni alimentari. Questo è quello che raccontiamo nel cuore della splendida valle del Casentino, dove la conca dell’alto corso dell’Arno era un tempo terra di boscaioli e pastori e vi pascolavano, bradi o semibradi, rustici maiali dal manto scuro, allevati per la produzione di prosciutti crudi pregiati e che sono stati recentemente recuperati grazie al lavoro di alcuni allevatori. Tra questi conosciamo anche Claudio Orlandi che per il Consorzio trasforma anche lui i suoi maiali allevati allo stato brado, ma anche quelli di altri allevatori, come Angiola: insieme chiudono la filiera con una grande attenzione alla salvaguardia del territorio e al benessere animale. Interviste a: Angiola Raggioli e Claudio Orlandi– imprenditori agricoli, Gianluca Ghini – direttore Confagricoltura Arezzo, Francesca Rita Cerami – esperta dell’Istituto per la Promozione e la Valorizzazione della Dieta del Mediterraneo e si conclude con la ricetta dei cappelletti al ripieno di prosciutto del Casentino su crema di cavolfiore preparati dall’Istituto professionale per i servizi dell’enogastronomia e dell’ospitalità alberghiera Malatesta di Rimini.