Biennale di Venezia e Santarcangelo Festival

Dal Teatro che guarda ai giovani e al futuro con la Biennale di Venezia, a quello che predilige gentilezza e pacatezza che pervade il Santarcangelo Festival, la più antica manifestazione italiana dedicata alle arti della scena contemporanea.
La terza puntata si apre con la Biennale di Teatro di Venezia dove, accanto ai protagonisti più importanti dell’attuale palcoscenico, ha avuto luogo la Biennale College, un’esperienza innovativa e complessa per promuovere giovani talenti under 30 e favorire un teatro che guarda al futuro e scommette su nuovi linguaggi. Due gli spettacoli presentati, quello del vincitore dell’edizione 2018 Leonardo Manzan, che ha portato in scena una rivisitazione del “Cyrano di Bergerac” in chiave rap, e quello della “menzione speciale” Giovanni Ortoleva, con il suo “Saul” a metà strada tra il personaggio biblico e quello riscritto da André Gide. “È un progetto che vuole preoccuparsi del domani e dare spazio a nuove opportunità per i giovani” racconta a Retroscena il regista Antonio Latella, Direttore Artistico di Biennale Teatro.

Nella seconda parte, Retroscena si sposta alla 49^ edizione del Santarcangelo Festival, uno dei più significativi e longevi appuntamenti europei nell’ambito del teatro e della danza. L’appuntamento di quest’anno, dal titolo “Slow & Gente”, lento e gentile, si propone di fornire uno sguardo più profondo e un pensiero più critico sul presente. In primo piano la performance – documentario “Ligher than woman”, più leggera di una donna, dell’artista estone Kristina Norman che riflette su due modelli femminili apparentemente lontanissimi: l’astronauta Samantha Cristoforetti e l’esercito delle badanti giunte in Italia per cercare un futuro migliore. Un accostamento paradossale e poetico che avvicina una donna, la prima astronauta italiana nello spazio, che migra verso una condizione fisica di leggerezza ad altre che si assumono il peso, anche fisico, di altre vite fragili.

In conclusione, la rubrica “Il martello di Incudine” in cui Mario Incudine, eclettico attore e cantore siciliano, confeziona con lo stile narrativo del cunto una pillola sui più disparati focus della vita teatrale. A seguire, la nostra “sand artist” Gabriella Compagnone con la sua emozionante creazione artistica sulla sabbia, e l’imperdibile appuntamento con la rubrica “CheTeatroFa”, la mappa degli appuntamenti e delle “temperature” teatrali più significative della nostra penisola in stile meteo.