Dario D’Ambrosi e Luca Vullo

Dario D’Ambrosi, fondatore del Teatro Patologico e il performer Luca Vullo, studioso della gestualità nel quotidiano e sulla scena, sono i protagonisti dell’ultima puntata di Retroscena. Il programma di Michele Sciancalepore, nel suo viaggio attorno ai diversi atteggiamenti di chi affronta la riapertura dei teatri, arriva all’ultima tappa stagionale: come affronta il futuro chi gestisce la follia creativa di attori disabili mentali tra gioie e sofferenze? E come si cimenta chi sente la mancanza del gesto e del contatto fisico che sono il fondamento naturale del teatro? “Interrompere bruscamente le attività del Teatro Patologico è stata una violenza incredibile per i nostri ragazzi. Ora stiamo riaprendo e sarà una fatica farli ritornare in questo luogo terapeutico, ma sono fiducioso che riusciremo a ricreare un’armonia straordinaria” così risponde, nella prima parte di Retroscena, Dario D’Ambrosi fondatore dell’unica compagnia teatrale al mondo in cui recitano persone affette da malattie mentali. Sostenitore della funzione del teatro come “pronto soccorso dell’anima”, D’ambrosi rivela che molti ragazzi hanno subito, con l’interruzione improvvisa, dei peggioramenti del loro stato di salute con l’incremento delle dosi di psicofarmaci. “È importante che ricomincino a fare teatro come percorso di libertà emotiva e mentale. Per loro ho pronto l’Ulisse di Omero, di cui spero di fare una replica all’Idroscalo di Ostia sulla spiaggia di Pasolini”. Nella seconda parte del programma, Luca Vullo, autore, regista e performer siciliano fa il resoconto del suo periodo di confinamento quando, improvvisamente, si è trovato ad annullare un fitto calendario di spettacoli ed eventi in giro per l’Italia e l’Europa. Tra questi La voce del corpo, un testo in cui esplora la ricchezza del linguaggio non verbale di cui i siciliani sono naturali portatori e attraverso il quale riescono a comunicare con chiunque. I gesti e il contatto fisico, fanno parte della sua natura e del suo teatro; dei nuovi segni, quelli imposti dal distanziamento sociale, parla invece a Retroscena: “Sempre – dice Vullo– invito il pubblico ad abbracciarsi nei miei spettacoli e l’abbraccio è la cosa che più mi è mancato durante la pandemia. Ora dobbiamo adattarci, ma senza per questo fare a meno della creatività”. A seguire le nostre Gocce di Memoria, una selezione dei momenti più emozionanti che abbiamo vissuto insieme in questa stagione memorabile per la sua eccezionalità. In conclusione, la nostra “sand artist” Gabriella Compagnone con la sua appassionante creazione artistica sulla sabbia, e l’imperdibile rubrica CheTeatroFa, che in quest’ultimo appuntamento stagionale segnalerà quei festival estivi che, nonostante le difficoltà, verranno realizzati.