In balia di un attimo e Kobane calling on stage

Il dramma dei traumi sul lavoro in un esperimento di teatro sociale che a Enna dona nuova dignità e valore agli uomini e la tragedia dei curdi raccontata con un atipico spettacolo, adattamento per il palcoscenico dalla graphic novel di Zerocalcare: sono questi gli argomenti della sedicesima puntata di Retroscena – I segreti del teatro, il programma di Michele Sciancalepore. Nella prima parte del programma un viaggio alla scoperta di un progetto che recupera appieno la funzione catartica del teatro: ad Enna, grazie all’Inail, il dramma degli incidenti sul lavoro diventa occasione per dare un senso al dolore e occasione di rinascita a chi è colpito da questa tragica fatalità. Mente del progetto, dal titolo New man new life, è Irene Varveri che, unendo arte e creatività, ha raccolto testimonianze e racconti di vita che sono poi servite da base per la costruzione di un testo dal titolo In balia di un attimo. Lo firma l’attore drammaturgo Federico Fiorenza che recupera, per omaggiare la sofferenza della mutilazione, l’arte dei pupari. Sulla scena, come il coro di una tragedia greca, anche i protagonisti delle storie che, per acquisire dimestichezza con le tavole del palcoscenico, hanno usufruito di un laboratorio che è parte integrante del progetto. “I protagonisti sono i miei assisiti all’Inail di Enna – dice Irene Varveri a Retroscena – lavoratori che sono caduti ma si sono rialzati diventando uomini nuovi” Nella seconda parte di Retroscena il racconto di come la resistenza del popolo curdo, la cui identità è stata repressa dagli Stati in cui è stato assimilato, diventa un interessante e originale documentario teatrale dal titolo Kobane calling on stage, diretto da Nicola Zavagli. Lo spettacolo è tratto dall’omonimo reportage a fumetti di Zerocalcare, al secolo Michele Rech, che ha raccontato la sua esperienza sul confine turco-siriano, un vero e proprio best seller nella categoria delle graphic novel. Tredici giovani attori sul palco, in un racconto corale che alterna il dramma alla commedia, il basso all’alto, il pop e il civile, per sensibilizzare verso la causa curda e la resistenza contro l’Isis della città di Kobane. Una resistenza che ha nelle donne uno dei suoi punti-chiave. “Il linguaggio di Zerocalcare è naturalmente teatrale – dice a Retroscena Lorenzo Parrotto, l’attore che sulla scena interpreta il fumettista italiano – perché volente o nolente lui scrive con una teatralità innata”.