‘In questa storia che è la mia’ di Claudio Baglioni e ‘Guerra e Pace’ di Andrea Baracco

L’intervista a Claudio Baglioni, mattatore di un film-opera-concerto e il reportage sul kolossal Guerra e Pace, con il racconto di Stefano Fresi, Lucia Lavia e il regista Andrea Baracco, sono i due spettacolari eventi al centro della ventottesima e ultima puntata di Retroscena – i segreti del teatro. Il programma di Michele Sciancalepore chiude la sua tredicesima edizione chiamando a raccolta i protagonisti di due opere memorabili, uniche e suggestive che sconfinano tra le discipline artistiche e invadono gli spazi fisici del teatro, anche quelli che solitamente non sono luoghi di rappresentazione, all’insegna di una ottimistica rinascita dello spettacolo dal vivo.

Ad aprire la puntata di Retroscena è l’intervista a Claudio Baglioni, il cantore popolare dell’amore e della vita e autore di brani indelebili, che festeggia i suoi settanta anni con uno spettacolo-evento dal titolo In questa storia che è la mia, che riprende quello del suo ultimo album di canzoni, il diciassettesimo di una lunga e fortunata carriera. “Uno spettacolo eccezionale per tempi eccezionali”, lo definisce lo stesso artista, perché contraddistinto da una unicità non solo nell’ideazione ma soprattutto nella realizzazione. Questo lavoro pop-rock-sinfonico-contemporaneo riprende ed estende l’idea wagneriana di opera d’arte totale: musica, danza, teatro e cinema danzano tra di loro e il luogo della rappresentazione si amplia, raggiungendo ogni angolo del Teatro dell’Opera di Roma dove avrà luogo questa nuova sfida, in diretta streaming il 2 giugno sulla piattaforma ITsART, di cui è protagonista il cantautore con il gusto dei primati.

All’insegna dell’eccezionalità dell’impegno, del dialogo tra le arti e dello sconfinamento scenico è anche la trasposizione teatrale di Guerra e Pace, opera maestra di Lev Tolstoj, che “Retroscena” racconta nella seconda parte del programma attraverso le immagini dello spettacolo al Teatro Morlacchi di Perugia e le interviste agli interpreti Stefano Fresi, Lucia LaviaEmiliano Masala e al regista Andrea Baracco. Un sogno che diventa realtà per gli amanti del genio russo e che rappresenta, in questa nuova produzione del Teatro Stabile dell’Umbria, una grande festa per il ritorno al teatro. Un allestimento imponente e vitale la cui azione scenica ha invaso la platea per motivi di sicurezza sanitaria (relegando così gli spettatori nei palchi del teatro) ma che ha trovato così un respiro teatrale che fa il paio con le scene di massa, le battaglie e i balli descritti da Tolstoj. Un testo perfetto, adatto a questo momento storico, sostengono i due interpreti Lucia Lavia e Stefano Fresi “perché i rapporti di ogni protagonista con la guerra assomigliano a quelli che ognuno di noi ha con la Pandemia”. “Personaggi che sono profondamente umani e memorabili perché cercano qualcosa nella vita, qualcosa che manca, che ognuno troverà in modo diverso” aggiunge il regista Andrea Baracco a “Retroscena”.

A seguire, come ormai di consueto al termine della stagione, le nostre Gocce di Memoria, una selezione dei momenti più emozionanti che abbiamo vissuto insieme in questo anno teatrale che ricorderemo per la sua inusualità.