Massimo Popolizio e Maria Paiato, in scena con “Un nemico del popolo”

Massimo Popolizio e Maria Paiato, in scena con “Un nemico del popolo”, una delle opere più profetiche di Henrik Ibsen, sono i protagonisti di Retroscena il programma di Michele Sciancalepore.

“Un nemico del popolo” del drammaturgo norvegese Henrik Ibsen torna sulle scene con un’applaudita produzione firmata Teatro di Roma e diretta da Massimo Popolizio che ne è protagonista insieme a Maria Paiato. Il testo, datato 1882 ma di stringente attualità e di inalterata forza comunicativa, racconta il rischio che ogni società corre quando chi la guida è corrotto. In scena due fratelli, un medico (Massimo Popolizio) e il sindaco di una cittadina termale (un’inedita Maria Paiato, in un ruolo maschile) con interpretazioni opposte su quelle che sono le regole della democrazia, umiliata da demagogia, interessi e compromessi. “Quando il medico Stockmann sottolinea che la maggioranza della popolazione è imbecille – dice Popolizio a Retroscena – e si chiede perché farsi comandare dalla maggioranza, tra il pubblico in platea scatta sempre l’applauso”. “La verità – aggiunge la Paiato – sarebbe auspicabile ma è scomoda. Come lo è la libertà: entrambe bisogna gestirle con grande sapienza”

Ancora la libertà, e la memoria, protagoniste della seconda parte di Retroscena con il dramma a tre voci “L’eccidio” proposto dal toscano Teatrino dei Fondi. Il 24 agosto del 1944 alcuni reparti dell’esercito nazista massacrarono con metodi da guerra e con artiglieria pesante, 174 civili nel Padule di Fucecchio, la più grande palude interna italiana tra le province di Pistoia e Firenze. Molti di loro erano donne e bambini in fuga dai grandi centri abitati. “A 75 anni dalla strage, abbiamo voluto tramandare la memoria di ciò che è accaduto – dice a Retroscena il regista Enrico Falaschi. Aggiunge Alberto Ierardi, uno dei protagonisti: “Dobbiamo ricordarci che la libertà che abbiamo non è scontata. Bisogna porre l’attenzione su ciò che accade attorno a noi perché improvvisamente la storia volta pagina e ci si ritrova dentro situazioni simili a quelle vissute dai nostri nonni, dalle quali è difficile tornare indietro”