Patrizia De Bari, Virginio Gazzolo e Bruno Maccallini

Un Pinocchio danzante e spiazzante, metafora di un artista a caccia della bellezza, e un cabarettista capace di denunciare con una risata amara e lacerante gli orrori del Nazismo e di ogni discriminazione moderna sono i protagonisti di Retroscena il programma di Michele Sciancalepore su Tv2000.

Pinocchio, il celeberrimo burattino di legno uscito dalla penna di Carlo Lorenzini, alias Collodi, è il protagonista di uno spettacolo che incrocia diversi linguaggi teatrali contemporanei: danza, parola, video e musica. Con le coreografie di Patrizia De Bari, che lavora su dieci giovani ballerini, e la drammaturgia di Tuccio Guicciardini, il ceppo di legno più famoso del mondo si anima trasportando lo spettatore in un’atmosfera coinvolgente e magica. Un Pinocchio che guarda il mondo come fosse la prima volta, con occhi ingenui e curiosi e che personifica, secondo gli autori, l’Artista, l’Anima sensibile, il Diverso che ci circonda: “È come se Pinocchio fosse un personaggio semi-divino – dice Tuccio Guicciardini – fra Dio e la terra ma che vuole scoprire proprio cosa succede su questo mondo”.

Dal burattino-artista di Collodi a un altro personaggio irriverente, un po’ mago e un po’ chansonnier, quello del cabarettista Oscar Grotesk portato sulla scena da Bruno Maccallini. “Grotesk! Ridere rende liberi” rende omaggio al Kabarett berlinese degli anni ’20 e ’30 e racconta, attraverso un personaggio immaginario, la storia vera delle stelle della comicità ebrea imprigionate nei campi di concentramento e costrette a far ridere i loro aguzzini in cambio di una possibile salvezza. La ricerca del capro espiatorio avviato dal Nazismo, l’Altro accusato di ogni nefandezza, accende la miccia dell’intolleranza e del successivo Olocausto. Una vicenda di caccia al Diverso e discriminazione che presenta inquietanti analogie con l’attualità: “Non ci credeva nessuno, eppure successe – dice Bruno Maccallini – e il compito di noi teatranti è quello di ricordare e vigilare, affinché quello che è accaduto non accada di nuovo”