Puntata del 28 aprile 2015

I valori della famiglia a “Retroscena” con Alessandra Panelli, Simone Montedoro ed Euridice Axen. Si parte con una testimonianza esclusiva, quella di Alessandra Panelli – figlia di una coppia iconica della commedia italiana e del varietà anni ’60-‘70, Paolo Panelli e Bice Valori – che davanti alle nostre telecamere ci svela gli aspetti inediti dei suoi genitori e ci racconta la “tatitudine”, attraverso la sua ultima regia teatrale. A seguire la coppia Montedoro – Axen ci farà riflettere sulla crisi dei valori umani, principale causa di dissennate gestioni domestiche. Tutto questo nella ventunesima puntata di “Retroscena – I segreti del teatro”, un programma di Michele Sciancalepore, in onda su TV2000.

Alessandra Panelli rispolvera vecchi ricordi di bambina nel suo spettacolo “Le tate”. Tutto è nato dal ritrovamento di un diario della nonna materna: questi scritti l’hanno proiettata in un passato a lei sconosciuto, fatto di controverse dinamiche familiari, vita mondana, ricordi malinconici, dolorose assenze o salvifiche presenze. E proprio grazie a quei quaderni che la figlia d’arte ha realizzato che “a fare da scudo durante la sua infanzia, a rappresentare una costante presenza affettiva è stata la tata!”. Questa commedia briosa e commovente – che ha richiesto un’elaborazione di 3 anni – ha lo scopo di sublimare il ruolo delle tate, della loro pazienza, generosità e del loro incondizionato amore. Uno spettacolo dove la fantasia viene filtrata dalla realtà con divertimento e rigore, in un testo ben congegnato e proteso alla fondamentale conservazione della memoria. Ma non finisce qui! Alessandra Panelli, con dolcezza e commozione, ci confida alcuni suoi ricordi per ripercorrere insieme bellissimi momenti di un’ infanzia passata: tra tournée, affetto e quotidiana comicità insieme ai suoi genitori-artisti, Paolo Panelli e Bice Valori.

A seguire Simone Montedoro ed Euridice Axen con la commedia teatrale, “Zio Pino”. Lo spettacolo – in bilico tra il macabro e l’improbabile – porta in scena le peripezie di un fratello e una sorella disoccupati nell’intento di vivere senza il minimo sforzo, ma sfruttando la pensione dello zio, fino al momento tanto temuto: la sua morte. La commedia, ispirata a grottesche e tristi cronache italiane, offre un amaro dipinto della vita familiare. Due caratteri agli antipodi – lei dominante, lui remissivo e succube della sorella – un ensemble che conferisce alla scena un tono a tratti farsesco, a tratti surreale, dal ritmo sostenuto per riflettere ancora una volta sulle difficoltà nel nostro Bel Paese.