Re Lear di Shakespeare con protagonista Glauco Mauri

Il processo creativo del Re Lear di Shakespeare con protagonista Glauco Mauri, dalle prove al debutto, nella quattordicesima puntata di Retroscena – I segreti del teatro, il programma di Michele Sciancalepore. Glauco Mauri torna a teatro con un nuovo allestimento del Re Lear, prodotto dalla Compagnia Mauri – Sturno, il terzo dopo la messinscena del 1984 e quella del 1999 delle quali l’ottantanovenne attore aveva curato anche la regia. Il gigante del nostro palcoscenico, con i suoi settant’anni di prodigiosa carriera, ritrova così l’onere interpretativo del vecchio re che mette alla prova l’affetto delle sue tre figlie ricevendo da due di loro bugiarde esternazioni d’amore e un’unica risposta sincera dalla terza figlia, la sua preferita, che decide di ripudiare. Per egoismo e vanità spartirà il regno tra le prime due che non tarderanno a sbarazzarsi ingrate del suo peso, lasciandolo impazzire di disperazione e solitudine. Mentre Mauri attraversa con levità il dramma dell’amore padri-figli e della follia, Roberto Sturno nel ruolo di Gloucester rappresenta l’altro cardine dell’impalcatura drammaturgica. Il disegno registico, caratterizzato scenograficamente dalla scritta “King Lear” a caratteri cubitali, è affidato stavolta ad Andrea Baracco che firma con l’attore pesarese la riduzione e l’adattamento della più difficile e ineluttabile delle tragedie di Shakespeare. «Questa è la volta giusta per interpretare il Re Lear perché ho l’età che più si avvicina a quella del personaggio, con tutta la ricchezza umana che ho acquisito nel mio lungo e a volte faticoso cammino” rivela Glauco Mauri a Retroscena. Ma nella seconda parte della puntata, attraverso gli archivi di Retroscena, anche le immagini esclusive del Re Lear messo in scena da Glauco Mauri nel 1999, con l’imponente mantello con cui entrava in scena nello spettacolo, efficace scelta registica speculare alla corona che sovrasta il sovrano nella messinscena 2020 voluta da Andrea Baracco.