Martedì in seconda serata

Stefano Accorsi, divo popolare al centro di una storia di amicizia e bilanci esistenziali dal titolo Azul, e Marco Baliani autore e regista di Vista da qui, riflessione in chiave fantascientifica su uno dei grandi temi che affliggono il presente, ovvero la catastrofe ecologica che incombe sulla Terra, sono i due protagonisti fuoriclasse della ventisettesima puntata di Retroscena– I segreti del teatro, il programma di Michele Sciancalepore.
Nella prima parte di Retroscena è Stefano Accorsi, divo internazionale considerato da molti tra i migliori attori della sua generazione, ad accompagnarci alla scoperta dei segreti dello spettacolo, di cui è protagonista, dal titolo Azul – Gioia, Furia, Fede y Eterno Amor, scritto e diretto da Daniele Finzi Pasca. Titolo esotico che rimanda alla storia di quattro amici accomunati dalla passione calcistica, che fanno i conti con le rispettive vite e, facendo affiorare ricordi, provano a ricostruire una serenità andata in pezzi. Nel vortice di una carriera divisa tra cinema e teatro, Stefano Accorsi a Retroscena rivela se stesso come uomo che ha saputo accettare il senso della disfatta e del fallimento: “La paura serve nella vita, gli errori più gravi si fanno quando si sottostimano i problemi. Avevo molta paura di sbagliare e mi sono reso conto che quando poi ho sbagliato, sono stato un po’ sovrastato da quel senso di fallimento. Qualche calcio di rigore l’ho sbagliato, come tutti. E anche punizioni, calci d’angolo e sicuramente anche un calcio d’inizio”. Accorsi svela poi a Retroscena il suo pensiero sull’Arte e sul Teatro come armi contro la violenza e la guerra: “È importante educare alla bellezza, investire nella cultura. I soldi investiti in cultura sono soldi investiti in coscienza e il Teatro è il luogo della coscienza di una società, perché lì empatizziamo con l’altro e comprendiamo noi stessi. Quando si dice che non abbiamo imparato niente dalla storia non sono d’accordo: oggi tutti i Paesi occidentali si sono coalizzati contro questa guerra”.
Nella seconda parte, spazio a Marco Baliani, attore, drammaturgo e regista, figura eclettica e complessa del teatro contemporaneo. Retroscena segue da anni le evoluzioni del suo originale percorso di attore, narratore, autore e regista che stavolta ci porta alla scoperta del nuovo spettacolo dal titolo Vista da qui che racconta in chiave fantascientifica un futuro distopico del genere umano ipotizzando l’avventura di quattro fuggiaschi che approdano su Marte per tentare di far rinascere la vita e dare avvio a una nuova umanità. Con la sua capacità di indagare i conflitti e le contraddizioni della società, Baliani pone l’accento su uno dei grandi temi che affliggono il presente del genere umano: la catastrofe ecologica che incombe sul pianeta. “I fuggiaschi devono decidere se risvegliare cinquanta bambini ibernati, ma la domanda di tutto lo spettacolo è: cosa gli raccontiamo di ciò che è stata l’umanità? Quali valori consegnare loro? È questo il cuore della faccenda” rivela Baliani a Retroscena.
Al termine della puntata non possono mancare due appuntamenti consolidati, quello con la “sand artist” Gabriella Compagnone che anche quest’anno realizza in esclusiva per Retroscena le sue emozionanti creazioni sulla sabbia e infine la rubrica CheTeatroFa, la mappa delle “temperature” teatrali più significative della nostra penisola in stile Meteo.

19 Maggio 2022

  • Il libro di Retroscena