23-24 gennaio. I finanzieri che salvarono gli ebrei: Paolo Boetti e Aldo Benedettelli

8 settembre 1943, l’Italia è spaccata in due dopo l’Armistizio. Un mese dopo la linea Gustav, dal fiume Garigliano, tra Lazio e Campania fino ad Ortona, divide la penisola. A nord il territorio è in mano alla Repubblica Sociale Italiana e alle truppe tedesche, a sud agli Alleati. Il 16 ottobre 1943 il rastrellamento del ghetto di Roma e la deportazione di migliaia di ebrei nei campi di concentramento. Ed è al confine con la Svizzera che decine di uomini della Guardia di Finanza rischiano la vita per salvare la vita di decine di uomini, donne e bambini. Ebrei a rischio deportazione e morte sicura.

Una storia nella storia è quella del maresciallo Paolo Boetti e del brigadiere di mare Aldo Benedettelli. Il primo di Finale Emilia, in provincia di Modena, il secondo di Ancona. Boetti, come racconta il maggiore Gerardo Severino, direttore del Museo storico della Guardia di Finanza, in un libro dal titolo “Destinazione Mathausen”, favorì il passaggio in Svizzera attraverso i sentieri di montagna di ex prigionieri di guerra fuggiti dai campi di concentramento e numerosi gruppi di ebrei. I finanzieri si mettevano spesso alla guida dei gruppi di fuggiaschi che a gruppi di dieci/quindici alla volta oltrepassavano la frontiera dopo lunghe ed estenuanti marce forzate. Nelle settimane dopo l’armistizio il maresciallo Boetti, padre di 2 bambine, aderisce alla resistenza ed entra a far parte della Brigata del Corpo Volontari della Libertà “Fiamme Verdi” dell’Alta Brianza. Boetti trasporta lettere, messaggi riservati da e per la Svizzera, per le organizzazioni partigiane e lo stesso Comitato di Liberazione Alta Italia. Ma soprattutto favorisce l’espatrio in Svizzera dei profughi ebrei e dei perseguitati.
Poi il 10 maggio del 1944 viene colto di sorpresa e arrestato dall’autorità tedesche, trasferito e assegnato ai lavori forzati in un campo di concentramento austriaco dove, tra stenti e patimenti, rimase fino alla Liberazione.

E’ invece a Roma, nei giorni terribili dei rastrellamenti al Portico di Ottavia, che si consuma la storia del brigadiere di mare Aldo Benedettelli. Era giunto in licenza matrimoniale quando Roma viene dichiarata “Città Aperta”. Da qualche mese viveva con la giovane moglie Edvige in via Orazio. Ed è qui che trovano riparo la signora Clara Eminente Rossi e sua figlia Isabella, ricercate dalle SS tedesche perché di origine ebraica. Più volte il finanziere offre ospitalità nella propria casa. Favorire gli ebrei per un militare avrebbe comportato la pena capitale.

Il 27 gennaio 2017 è stata conferita la Medaglia d’Oro al Merito Civile per il Maresciallo Maggiore Paolo Boetti e della Medaglia di Bronzo, sempre al Merito Civile, per il Brigadiere mare Aldo Benedettelli.

Vincenzo Grienti