Cuba, qualcosa è cambiato? – Puntata del 13 febbraio 2020

A 61 anni dalla rivoluzione castrista, Cuba si presenta come l’isola delle contraddizioni: grande spesa pubblica per istruzione, ma professionisti sottopagati che finiscono a lavorare come tassisti per guadagnare di più; grandi investimenti in sanità pubblica, ma strutture fatiscenti e carenza di medicinali anche a causa dell’embargo Usa. È questo l’argomento di Today, l’approfondimento sull’attualità internazionale condotto da Andrea Sarubbi.

Dopo la retromarcia di Trump sulle aperture decise da Obama, e nel pieno della crisi in quel Venezuela che aveva sempre aiutato il governo castrista, Cuba sta affrontando uno dei momenti più difficili della sua storia recente: alcuni lo paragonano addirittura al periodo especial vissuto dopo la fine dell’Unione Sovietica e, con essa, lo stop ai finanziamenti di Mosca. Le aperture di Raúl Castro agli investimenti privati e ai capitali stranieri hanno portato un po’ di ossigeno all’economia, ma il tenore di vita è ancora piuttosto basso e molte famiglie si affidano, per sopravvivere, alle rimesse dei migranti. In questo clima, però, i cubani non hanno mai smarrito lo spirito: continuano ad affrontare la vita con grande positività, orgogliosi della propria cultura e delle proprie radici. Il reportage di Ada Nardacchione, realizzato in collaborazione con l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, raccoglie le testimonianze di cittadini comuni e racconta i progetti portati avanti dall’Italia, soprattutto in ambito culturale, per valorizzare sempre più le bellezze della capitale, L’Avana, che proprio pochi mesi fa ha celebrato i 500 anni dalla sua nascita. In studio, con Andrea Sarubbi, analizza questi temi Aldo Garzia, giornalista e scrittore, autore di numerosi libri sull’isola caraibica e già corrispondente a Cuba per diversi anni.

La puntata, aperta dalla copertina di Solen De Luca, sarà chiusa come sempre con un riferimento all’arte. In questo caso si racconta la storia del musicista Francisco Repilado, salito alla ribalta mondiale con il nome di Compay Segundo dopo decenni di oblio, grazie al successo senza precedenti di Buena Vista Social Club.