Franco Branciaroli a “Soul”. Il grande attore risponde alle domande di Monica Mondo. Sabato 25 luglio, alle 12.20 e alle 20.40

Franco Branciaroli
Franco Branciaroli

Sabato 25 luglio alle 12.20 e alle 20.40  Soul  incontra un mostro sacro del teatro italiano, Franco Branciaroli, l’attore prediletto da Testori. Personaggio trasgressivo, discusso, grande interprete i tutti i classici,  provocatorio in senso letterale: chiama, con la parola,  a pensare, a prendere posizione, ad andare a fondo delle domande grandi della vita.  Una risposta, mai tranquilla, mai scontata, è per lui la fede, la persona di Cristo. Nel faccia a faccia con Monica Mondo su Tv2000, l’attore offre uno spaccato della sua vita e della sua visione del mondo.

Nato ai bordi di periferia . “Una zona ancora agricola, c’erano le risaie, ai confini della città, le famose cascine che adesso vengono ristrutturate per farci i centri sociali. Vendevo le sigarette nell’osteria di famiglia, quelle che si chiamavano le Privative, nel dopoguerra, con un bancone lunghissimo do c’era di tutto, prosciutto, salame, sigarette e Grand Hotel.”

“Ho iniziato a recitare per non fare il militare …perché la scuola di teatro del Piccolo di Milano permetteva il rinvio. Anche se avevo la erre moscia, che mi sono fatto passare a furia di lezioni di logopedia”

“La recita della vita è così evidente…forse recita meno l’attore. La recitazione, cioè l’imitazione è una delle prime manifestazioni umane, come la danza”

“L’attore dovrebbe avere un ruolo sociale, in un paese che considerasse il teatro una forma di conoscenza. L’attore in Italia è considerato un buffone…mentre in Germania ad esempio l’attore è come uno scrittore, il teatro non è solo spettacolo”.

La bellezza conta. “Se ce l’hai ti si aprono ruoli che  corrispondono, ma ti puoi rendere molto antipatico. Io facevo parte della categoria dei belli antipatici…inevitabilmente la persona gradevole, parlo di anni e anni fa, e con imbarazzo, manifestava indubbia sicurezza ed è sempre desiderabile un bello timido…”

“Un maestro serve a dare conoscenza. Io ho avuto come maestri Aldo Trionfo, Luca Ronconi e Giovanni Testori…Lui ha scritto per me…quindi ogni spettacolo che facevo era una prima mondiale! In Exitu non era mai stato fatto prima…Fu uno scandalo, dissero che era per il linguaggio scurrile. Figuriamoci! Era perché nel teatro la parola cattolico non entra, Dio provoca imbarazzo. Il salvato è quel pezzo di cacca? Ma come. E io? Poi Testori aveva una scrittura eccezionale, uno dei pochissimi scrittori italiani cui l’abito di “grande” non sia largo. Scomodo, eversivo? No, non è questo il problema. E’ che era cattolico.”

“I classici sono contemporanei. Per ogni buon lettore un grande romanzo è contemporaneo sempre. Se no dobbiamo bruciare i Raffaello! Così Pirandello, che rimane l’unico italiano moderno ad essere stato glorificato in vita, ad essere una star internazionale, scrivendo di teatro! E a scuola ti fanno leggere la Giara…”

“La vita è un divenire, cambia, ma quando diventi vecchio e devi morire, è disperazione, la vita! La fede salva dall’orrore. Cristo è una persona che non può non prendere. Nessun uomo ragionevole può rifiutare Cristo. Il problema è se considerarlo Dio o no. Con la ragione oggettivamente il senso al tutto non lo trovi, se non la vita in sé, compresi però i suoi orrori. Meglio la scommessa di Dio”.

“ Il Cristianesimo è una cultura, non puoi non essere cristiano, lo scopri da come ti comporti, soprattutto davanti alle pietre in faccia che la vita ti lancia. Puoi discutere se credi veramente della Resurrezione della carne, ecco, ma  la tua civiltà è cristiana, non devi diventare cristiano, lo sei, caso mai devi diventare ateo! Oggi è l’inverso…”

“I film di Tinto Brass? E’ come quando chiesero a D’Alema come mai aveva la barca…ma perché, la sessualità non è cristiana? Non è la sensualità che allontana da Dio, ma l’astrazione. L’unica religione della carne è il Cristianesimo, tant’è che c’è un cadavere appeso alla croce. Il cattolicesimo non è mai stato bigotto, lo è diventato quando si è messo a inseguire il protestantesimo…ed è stato un po’ fregato, anche, perché tutto si è concentrato sul sesso. Importante sì, ma come dice il papa,  non l’unica cosa importante…”

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