Susanna Tamaro a “Soul”: “I giornali non capiscono che possono uccidere una persona”. Domenica 26 luglio, alle 12.20 e alle 20.40

 

Susanna Tamaro
Susanna Tamaro

Ho conosciuto una denigrazione pesante. Una campagna stampa vergognosa per anni volta a distruggere me, la mia famiglia e le mie opere, e di cui nessuno ha mai chiesto scusa. Mi hanno dato della reazionaria, della fascista, quando io sono un’anarchica, una ribelle, una persona libera, che vuol combattere per la verità delle cose. Non appartengo a un partito, non ho un marito importante, un editore potente… avevo la gente che mi sputava dietro per strada. I giornali non capiscono che possono armare le mani dei pazzi,  che possono uccidere una persona”. Così dice Susanna Tamaro raccontandosi a “Soul” nell’intervista in onda domenica 26 luglio 2015 ore 12.20 e 20.40, su Tv2000 (canale 28 del digitale terrestre, 140 di Sky, in streaming su www.tv2000.it).

A colloquio con Monica Mondo, la nota scrittrice triestina parla di sé (“non scontrosa, come mi dipingono”), della sua vita appartata in un casale a Orvieto, del suo amore per la natura, della passione per le arti marziali.

L’autrice del best seller “Va’ dove ti porta il cuore” (“E’ il libro che mi ha permesso di comprami una casa, una macchina, di mantenermi. E ha creato un universo condiviso con milioni di persone. Naturalmente ha messo in ombra tutte le altre cose che ho fatto…”), descrive la sua ultima opera, “Salta, Bart”, storia di un ragazzino preda della tecnologia che in realtà ha solo bisogno di una famiglia e di amici. “La tecnologia ci fa risparmiare tempo, finché non va tutto in tilt. A cosa serve tutto questo tempo “in più”  visto che abbiamo anche cancellato le domande sull’eternità? – si domanda -. Se il tempo si espande nell’eternità allora nel tempo si espande la speranza”.

Frequentatrice assidua dei testi sacri (“le Scritture ci danno un orizzonte nella vita”) la Tamaro, cattolica, racconta inoltre di essere cresciuta in una famiglia atea, in un mondo ostile alla Chiesa, ma di aver sempre desiderato la libertà, sopra ogni cosa. “La fede – spiega  – significa vivere la propria realtà umana nel massimo della libertà”. La scrittrice confida infine di aver creato una fondazione per realizzare progetti di istruzione nei paesi in via di sviluppo. “L’ho fatto senza fanfare – dice. Non fa bene possedere troppi soldi; del denaro in eccesso bisogna liberarsi rapidamente perché non si trasformi in una dannazione”.

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