Tante domande ineludibili, altrettante risposte problematiche nell’ottavo appuntamento di Retroscena, il programma condotto da Michele Sciancalepore. Le pone innanzitutto lo spettacolo “Clausure”, tratto dal testo originale di Marina Pizzi, per la regia di Francesca Satta Flores, che ha debuttato la scorsa estate al Todi Festival: perché la vita di clausura non è chiusura ma apertura? Perché non è prigione bensì libertà? Perché dentro i monasteri non si vive fuori dal mondo ma dentro la realtà, dentro la propria esistenza? Insomma perché la clausura è uno spazio chiuso proiettato verso il cielo e l’infinito? La scena si svolge in un parlatorio benedettino dove si scontreranno due visioni della vita: il cinismo della nostra epoca e la spiritualità e la sua inconsapevole ricerca; impersonate rispettivamente da Irma, intrigante immobiliarista cinquantenne senza scrupoli, e madre Paola, coraggiosa e consapevole badessa di un convento quasi in rovina. Ma le domande non finiscono qui: e se Abramo avesse ucciso Isacco quale storia ne sarebbe scaturita? È questa la domanda che si è posto il filosofo Ermanno Bencivenga, da cui è tratto l’altro spettacolo che vi proporremo: “Abramo” , andato in scena al teatro “Kismet” di Bari per l’adattamento e la regia di Teresa Ludovico. Il protagonista dello spettacolo è infatti solo un riflesso dell’Abramo delle sacre scritture: un padre-padrone che impugnerà il coltello del sacrificio e ucciderà suo figlio Isacco, un uomo delirante e grottesco che con la sua scelta ottusa trasformerà la sua casa in un cumulo di macerie.
Se tutte queste domande vi sembrano troppe non spaventatevi, ci pensa il teatro a proporvi le risposte. Ci pensa Retroscena. Retroscena – i segreti del teatro, viaggi nelle {cre}azioni, in onda lunedì e martedì in seconda serata dopo il Rosario e la domenica alle 12.45 su TV2000.
(martedì 24 novembre h 01.25 / lunedì 30 novembre h 00.35)

20 Novembre 2015

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