Siria, Patriarca Antiochia ricevuto dal Papa: “Tregua rispettata. Con la pace profughi torneranno in patria”

Gregorios III Laham al Tg2000: “Ringraziamo altri Paesi per accoglienza ma vogliamo che siriani rimangano a casa”

Migrants at the border between Serbia and MacedoniaRoma, 7 aprile 2016 – “La politica dell’Europa è di non accettare altre persone. Per questo stiamo lavorando per chiedere ai responsabili siriani di ricevere con misericordia chi è in difficoltà e chi è intenzionato a tornare a casa. Se c’è la pace molti torneranno perché la Siria è una buona terra. Con la pace chi sta in Siria rimane e chi sta fuori rientrerà in patria”. Lo ha detto, il Patriarca di Antiochia dei Greco-Melkiti (Siria), Gregorios III Laham, in un’intervista al Tg2000, il telegiornale di Tv2000, al termine dell’ udienza in Vaticano con Papa Francesco.

“I cristiani siriani – ha sottolineato il Patriarca – dovrebbero rimanere a casa e sapere che il loro ruolo è aiutare la Siria. Il problema è che in questa tragica crisi bisognerebbe far capire il ruolo e l’importanza dei cristiani in patria. Sarebbe stupendo avere la Siria, a maggioranza musulmana, come culla del cristianesimo. Questo è un appello al riconoscimento dei cristiani in Siria”.

“Stiamo aspettando altri vescovi – ha riferito il Patriarca – che vengano a pregare con noi in Siria, senza politica. Aspettiamo quelli italiani, tedeschi, chiediamo ai vescovi del mondo di venire a pregare con noi per la pace, senza connotazione politica. Dalla fine di febbraio siamo molto contenti per la tregua che è abbastanza rispettata da tutte le parti, godiamo di una buona pace a Damasco, meno ad Aleppo. Ho parlato con il Pontefice come se fosse un padre, un compagno. Non mi sono mai sentito vicino ad un Papa come con Francesco”.

“La pace in Siria – ha proseguito il Patriarca – è la pace del mondo intero, riguarda tutti, non solo la Russia e gli Usa. Solo insieme possiamo vincere l’Isis, non con le armi, ma con la fede, con la forza dei valori del Vangelo. Questo è ciò che ho detto al Santo Padre. Gli ho detto anche che la sua parola è rispettata nella Siria a maggioranza musulmana”.

“Ho portato al Santo Padre – ha aggiunto il Patriarca – il saluto della Siria e lui mi ha corretto dicendo: ‘La mia cara Siria’. Ogni parola del Santo Padre è ben ricevuta nella Siria cristiana e musulmana, è un segno di riconoscenza per quello che sta facendo per il Paese e il Medio Oriente”.

“Non si sa esattamente – ha concluso il Patriarca – quanti siano i cristiani che sono stati costretti ad andare via, le statistiche non sono precise. Comunque 450 mila sono quelli che si sono spostati internamente alla Siria, un milione e mezzo in Libano, quasi un milione in Turchia, 700 mila in Giordania, 130 mila in Egitto. In Europa, vanno verso la Germania, la Svezia, l’Olanda, la Francia e la Polonia. Molti vanno in Canada. Noi ringraziamo questi Paesi per l’accoglienza dei cristiani, ma noi vogliamo aiutare la gente a rimanere a casa per il loro avvenire in Siria”.

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