La visita di Papa Francesco a Genova. Il racconto della giornata su Tv2000

Una giornata intensa e ricca di momenti di riflessione e di preghiera quella legata alla visita di Papa Francesco a Genova. Tv2000 ha seguito in diretta, in collaborazione con il Centro televisivo vaticano, fin dall’arrivo del pontefice nel capoluogo ligure.

Prima di entrare nel cuore dello storico viaggio del Papa a Genova Tv2000 ha trasmesso un videomessaggio di benvenuto a Papa Francesco del comico genovese Maurizio Crozza

La prima tappa di Papa Francesco è stata lo stabilimento dell’ILVA per incontrare i lavoratori e le loro famiglie. Ad accompagnarlo l’arcivescovo di Genova, cardinale Angelo Bagnasco, che ha rivolto un beve saluto al Santo Padre.

Il Santo Padre ha ascoltato poi le domande dei lavoratori e ha risposto toccando i temi e i nodi problematici che incidono sulla vita degli operai e delle loro famiglie. “L’obiettivo vero da raggiungere non è un reddito per tutti, ma il lavoro per tutti, perché senza lavoro per tutti non ci sarà dignità per tutti” ha detto Papa che ha definito “ideologia” il pensare che “solo un terzo dei lavoratori lavoreranno e gli altri sono mantenuti da un assegno sociale”. Il lavoro di oggi e di domani, ha aggiunto “sarà diverso, forse molto diverso. Pensiamo alla rivoluzione industriale. Ma dovrà essere lavoro, non pensionati, lavoro!”. Ed ha concluso: “Si va in pensione all’età giusta, è un atto di giustizia, ma è contro la dignità delle persone mandarle in pensione a 35-40 anni, dargli l’assegno dello Stato e avanti. Ho da mangiare sì, ho la dignità no, perché non ho lavoro”. “Senza lavoro si può sopravvivere, ma per vivere occorre il lavoro, e la scelta è fra il sopravvivere o il vivere”.

Poi il trasferimento nella Cattedrale di San Lorenzo per l’incontro i sacerdoti, i religiosi, le religiose e i seminaristi con cui ha subito instaurato un dialogo incentrato sull’importanza del servizio pastorale e dell’impegno nell’evangelizzazione. “La diocesanità è la porzione del popolo di Dio che ha la faccia: nella diocesanità c’è la faccia del popolo di Dio. La diocesi ha fatto, fa e farà la storia”. E poi ha aggiunto:“tutti siamo inseriti nella diocesanità, e questo ci aiuta a far sì che la nostra fede non sia teorica ma sia pratica”. Ogni carisma è un regalo per la Chiesa universale, ha proseguito il pontefice ma “tutti i carismi nascono in un posto concreto, molto unito alla vita di quella diocesi concreta. Non nascono dall’aria. Poi il carisma cresce, cresce, cresce e ha un carattere molto universale, ma sempre con la radice nella diocesanità”.

Tra i momenti più intensi e significativi l’incontro con i giovani dell’arcidiocesi di Genova impegnati nella missione diocesana e riuniti al Santuario della Madonna della Guardia proprio per dialogare con Papa Bergoglio. E’ stato in questa occasione che il pontefice ha fatto riferimento alla parola “Missionare”, un neologismo che è stato al centro del colloquio, durato più di un’ora: “Missionare significa lasciarsi trasformare dal Signore”, ha detto Papa Francesco rispondendo alle domande dei ragazzi: “La missione, l’essere missionari ci porta a imparare a guardare con gli occhi nuovi, perché con la missione gli occhi si rinnovano: imparare a guardare la città, la nostra famiglia, tutto quello attorno a noi. Essere missionari ci apre gli occhi e il cuore, per imparare a guardare anche col cuore”. Così ha invitato i giovani a smettere di essere “turisti della vita” perché “una cosa è guardare la realtà e un’altra è guardare la fotografia”. E “se la nostra vita è una vita da turista, noi guarderemo soltanto le foto e non sapremo la realtà” ha concluso il Papa non ricordando ai ragazzi genovesi che proprio la città ligure ha dato i natali a tanti grandi navigatori. “Genova è una città porto che ha generato tanti navigatori – ha aggiunto il Papa -. Per essere dei veri discepoli, dei vari missionari occorre avere lo stesso cuore e le stesse capacità di guardare l’orizzonte e di avere coraggio di un navigatore”

Papa Francesco nel primo pomeriggio è arrivato all’Ospedale “Giannina Gaslini” per incontrare i piccoli degenti del nosocomio. “La sofferenza dei bambini è certamente la più dura da accettare. Allora il Signore mi chiama a stare, anche se brevemente, vicino a questi bambini e ragazzi e ai loro familiari. Tante volte mi faccio la domanda: “Perché soffrono i bambini?” e non trovo soluzione. Soltanto guardo il crocefisso”. Il pontefice ha poi ricordato la storia dell’Istituto e le motivazioni che stanno alla base della sua edificazione:“Questo Istituto – ha ricordato – è sorto come atto d’amore del Senatore Gerolamo Gaslini. Egli, per onorare la figlia morta in tenera età, lo fondò spogliandosi di tutti i suoi beni: società, stabilimenti, immobili, soldi e persino della sua abitazione. Pertanto questo Ospedale, conosciuto e apprezzato in Italia e nel mondo, ha un ruolo speciale: continuare ad essere simbolo di generosità e di solidarietà”.
Prima di congedarsi il Papa ha invitato a essere “attenti alle necessità dei vostri piccoli pazienti, chinandovi con tenerezza sulle loro fragilità, e vedendo in loro il Signore. Chi serve i malati con amore serve Gesù che ci apre il Regno dei cieli”. Poi ha lasciato una dedica sul libro degli ospiti.

“La preghiera cristiana non è un modo per stare un po’ più in pace con sé stessi o trovare qualche armonia interiore; noi preghiamo per portare tutto a Dio, per affidargli il mondo”. Così Papa Francesco durante l’omelia al Piazzale Kennedy di Genova in una giornata storica per il capoluogo ligure. “La preghiera è intercessione” ha detto Papa Francesco e non tranquillità:” E’ carità. È chiedere, cercare, bussare. È mettersi in gioco per intercedere, insistendo assiduamente con Dio gli uni per gli altri”. Dunque ha ribadito il pontefice:“Intercedere senza stancarci”. Questa per il Santo Padre è “la nostra prima responsabilità, perché la preghiera è la forza che fa andare avanti il mondo; è la nostra missione, una missione che al tempo stesso costa fatica e dona pace”.

Moltissimi gli spunti di riflessione che si possono trarre nell’omelia del Papa. Tra questi l’invito a ricordarsi “ogni giorno di gettare l’ancora in Dio”.

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