New Farmers: i nuovi agricoltori. Da martedì al venerdì alle 19.30 su Tv2000

Un viaggio attraverso l’Italia, da Bolzano a Palermo, alla scoperta delle storie dei moderni agricoltori. Il progetto è co-finanziato dalla Commissione Europea e realizzato in collaborazione con Confagricoltura. Dodici episodi sulle storie di donne e uomini che fronteggiano le sfide dell’agricoltura di oggi: sicurezza alimentare, sostenibilità ambientale, cambiamenti climatici, innovazione, tutela del paesaggio, diversificazione, economia circolare, valorizzazione delle produzioni tipiche.

Quinta puntata 17 gennaio 2017 – L’agricoltura virtuosa

La quinta puntata di New Farmers ci porta nell’astigiano a scoprire come agricoltura e sociale possano convivere. Ve lo raccontiamo attraverso la storia di Patrizia De Pollo che conduce una cooperativa agricola un po’ speciale, insieme al marito Cesarino e a 9 soci lavoratori. Suddivisi tra la Casa di Reclusione di Quarto Asti e la loro fattoria didattica situata nella frazione di Sessant, Patrizia coltiva in 5 ettari pomodori, melanzane, insalata, zucchini, pesche, mele, pere, albicocche e allevano asini e animali di bassa corte. La loro è una cooperativa sociale agricola che svolge attività di inclusione socio-lavorativa, terapia con gli animali per minori, disabili e anziani, turismo agricolo-sociale e formazione. L’agricoltura sociale è quell’insieme di attività imprenditoriali che, oltre a produrre reddito includendo socialmente soggetti svantaggiati, persegue anche l’intento di creare un nuovo sistema di welfare: questo è l’esempio virtuoso che unisce la cooperativa di Patrizia con la Casa di Reclusione di Quarto d’Asti, dove l’ottica segregativa-assistenzialistica si trasforma in una vera e propria cultura virtuosa del lavoro in cui i detenuti, soci lavoratori, dopo aver appreso adeguate tecniche agronomiche, sono impegnati in prima persona in attività agricole nei campi di proprietà degli istituti penitenziari, prevedendo anche la commercializzazione dei prodotti agli stessi detenuti e al libero mercato, in particolare ad altre realtà che condividono la stessa filosofia.

Sesta puntata 18 gennaio 2018 – L’agricoltura strappata al mare e alla montagna

La sesta puntata ci porta nel Ponente genovese, in una collina aspra, com’è quasi ovunque nell’entroterra ligure, fatto di fazzoletti di terra e piccoli terrazzamenti, costruiti in centinaia d’anni dall’opera dell’uomo. Da qui, dove il panorama domina dall’alto il mare di Genova e la tranquillità regna sovrana, arriva su tutte le tavole d’Italia e non solo, uno dei principi delle salse, il famoso pesto alla genovese, la cui ricetta si basa sulla pregiata produzione del basilico. Conosciamo qui Sergio Casotti, la cui storia di agricoltura periurbana si basa solo su questa produzione di nicchia, rivolta soprattutto ai genovesi, raffinati degustatori di questa spezia. Sergio, 44 anni, insieme ai genitori Roberto e Maria e alla moglie Monica, gestisce nella frazione di Genova Voltri un’azienda agricola specializzata nella coltivazione del basilico, in soli 4.000 metri quadrati. Con una precisa attenzione alla sostenibilità ambientale, l’azienda lavora secondo i disciplinati di produzione del Basilico Genovese D.O.P  e del Marchio collettivo geografico Unione Agricola Genovese.

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