ASIA E EVANGELIZZAZIONE
Dialogo con il Cardinale Fernando Filoni 05/12/2017

La testimonianza di due Chiese piccole appena vistate da papa Francesco, quelle del Myanmar e Bangladesh, e poi la dialettica tra il dialogo interreligioso e l’evangelizzazione. Di questo abbiamo parlato oggi insieme al cardinale Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei popoli. Per farlo siamo partiti dal significato della missione così come Francesco l’ha spiegato ai vescovi del Myanmar, mentre sul dialogo abbiamo preso spunto dalle parole del Papa all’incontro interreligioso fatto in Bangladesh. In chiusura poi spazio all’omelia di Santa Marta

 

IN EVIDENZA

Nessuno può dire: io non c’entro Il dinamismo della fede

 

Umiltà è: Sopportare le umiliazioni 

Papa: “Essere cosciente che ognuno di noi è un germoglio di quella radice che deve crescere, crescere con la forza dello Spirito Santo, fino alla pienezza dello Spirito Santo in noi. E quale sarebbe il compito del cristiano? Semplicemente custodire il germoglio che cresce in noi, custodire la crescita, custodire lo Spirito.”

INCONTRO CON I VESCOVI DEL MYANMAR  Yangon

29 novembre 2017
L’Interculturazione del Vangelo

Papa: Per grazia di Dio, la Chiesa in Myanmar ha ereditato una fede solida e un fervente anelito missionario dall’opera di coloro che portarono il Vangelo in questa terra. Su queste fondamenta stabili, e in comunione con i presbiteri e i religiosi, continuate a permeare il laicato nello spirito di un autentico discepolato missionario e a ricercare una sapiente inculturazione del messaggio evangelico nella vita quotidiana e nelle tradizioni delle vostre comunità locali. Il contributo dei catechisti è al riguardo essenziale; il loro arricchimento formativo deve rimanere per voi una priorità. E non dimenticate che i catechisti sono i pilastri, in ogni parrocchia, dell’evangelizzazione.

 

INCONTRO INTERRELIGIOSO ED ECUMENICO PER LA PACE  Dhaka  

1° dicembre 2017

Il Dialogo con le altre religioni 

Papa: È un segno particolarmente confortante dei nostri tempi che i credenti e le persone di buona volontà si sentano sempre più chiamati a cooperare alla formazione di una cultura dell’incontro, del dialogo e della collaborazione al servizio della famiglia umana. Ciò richiede più che una mera tolleranza. Ci stimola a tendere la mano all’altro in atteggiamento di reciproca fiducia e comprensione, per costruire un’unità che comprenda la diversità non come minaccia, ma come potenziale fonte di arricchimento e crescita. Ci esorta a coltivare una apertura del cuore, in modo da vedere gli altri come una via, non come un ostacolo.

 

ALTRI INCONTRI DI OGGI

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