COSA CHIEDE FRANCESCO AI TEOLOGI
Stella Morra e Carmen Aparicio Valls 18/12/2017

“Solo un pensiero davvero aperto può affrontare la crisi e la comprensione di dove sta andando il mondo”. Quello che Francesco, pochi mesi fa disse alla comunità della rivista “La Civiltà Cattolica” è anche ciò che chiede ai teologi. Ne abbiamo parlato con due teologhe: Stella Morra e Carmen Aparicio Valls, coautrici insieme ad altri teologi, del volume, curato da Michelina Tenace: “Dal Chiodo alla Chiave. La teologia fondamentale di papa Francesco”. La riflessione è continuata poi a partire dall’ascolto di quanto detto dal Papa prima dell’Angelus di ieri e nell’omelia di Santa Marta di oggi.

 

IN EVIDENZA

LASCIARSI GUIDARE DALLA LUCE UNA TEOLOGIA PIU’ INQUIETA

 

 

UDIENZA ALLA COMUNITÀ DELLA RIVISTA “LA CIVILTÀ CATTOLICA” del 9 febbraio 2017

Un pensiero aperto

Papa: Fatevi guidare dallo spirito profetico del Vangelo per avere una visione originale, vitale, dinamica, non ovvia. E questo specialmente oggi in un mondo così complesso e pieno di sfide in cui sembra trionfare la “cultura del naufragio” – nutrita di messianismo profano, di mediocrità relativista, di sospetto e di rigidità – e la “cultura del cassonetto”, dove ogni cosa che non funziona come si vorrebbe o che si considera ormai inutile si butta via.

La crisi è globale, e quindi è necessario rivolgere il nostro sguardo alle convinzioni culturali dominanti e ai criteri tramite i quali le persone ritengono che qualcosa sia buono o cattivo, desiderabile o no. Solo un pensiero davvero aperto può affrontare la crisi e la comprensione di dove sta andando il mondo, di come si affrontano le crisi più complesse e urgenti, la geopolitica, le sfide dell’economia e la grave crisi umanitaria legata al dramma delle migrazioni, che è il vero nodo politico globale dei nostri giorni.

 

ANGELUS  III Domenica di Avvento del 17 dicembre 2017

L’incontro con Gesù

Papa: Per mezzo della preghiera possiamo entrare in una relazione stabile con Dio, che è la fonte della vera gioia. La gioia del cristiano non si compra, non si può comprare; viene dalla fede e dall’incontro con Gesù Cristo, ragione della nostra felicità. E quanto più siamo radicati in Cristo, quanto più siamo vicini a Gesù, tanto più ritroviamo la serenità interiore, pur in mezzo alle contraddizioni quotidiane. Per questo il cristiano, avendo incontrato Gesù, non può essere un profeta di sventura, ma un testimone e un araldo di gioia. Una gioia da condividere con gli altri; una gioia contagiosa che rende meno faticoso il cammino della vita.

 

 

SANTA MARTA

In cammino come Giuseppe

Papa: Giuseppe prende in mano questo mistero e aiuta: con il suo silenzio, con il suo lavoro fino al momento che Dio lo chiama a sé. Di quest’uomo che si è fatto carico della paternità e del mistero, si dice che era l’ombra del Padre: l’ombra di Dio Padre. E se Gesù uomo ha imparato a dire “papà”, “padre”, al suo Padre che conosceva come Dio, lo ha imparato dalla vita, dalla testimonianza di Giuseppe: l’uomo che custodisce, l’uomo che fa crescere, l’uomo che porta avanti ogni paternità e ogni mistero, ma non prende nulla per sé.

 

 

NEL WEEKEND

16 dicembre

Alla Delegazione dell’Azione Cattolica Ragazzi

Ai Membri dell’Unione Stampa Periodica Italiana (Uspi) e della Federazione Italiana Settimanali Cattolici (Fisc)

 

17 dicembre

Incontro del Santo Padre con i bambini assistiti dal Dispensario Pediatrico “Santa Marta”

 

La fotogallery della puntata