“CHE COSA POSSO FARE IO PER LA PACE?”
Don Renato Sacco e Mirvat Sayegh 01/03/2018

Puntata dedicata alla Pace, a partire dai tanti appelli di Francesco e poi dal discorso fatto nel centesimo anniversario dell’inizio della prima guerra mondiale al sacrario militare di Redipuglia, quando Francesco parlò di “una terza guerra combattuta a pezzi, con crimini, massacri, distruzioni” “La Chiesa – disse invece Francesco a Bologna, citando il cardinal Lercaro – non può essere neutrale di fronte al male, da qualunque parte esso venga: la sua vita non è la neutralità, ma la profezia”. Nell’ultima parte, insieme a Don Renato Sacco – coordinatore nazionale di Pax Christi e Mirvat Sayegh – rifugiata siriana, abbiamo ascoltato la voce di un profeta di pace, don Tonino Bello, che 25 anni fa, in una Sarajevo assediata e già distrutta dalle bombe, annunciò un futuro di pace.

 

IN EVIDENZA

“MI SENTO DEBOLE DAVANTI A CHI VIVE LA GUERRA” “CHE COSA POSSO FARE IO PER LA PACE?”

 

Gli appelli di Papa Francesco per la Pace

 

SACRARIO MILITARE REDIPUGLIA

LA GUERRA MONDIALE A PEZZI

trovandomi qui, in questo luogo, vicino a questo cimitero, trovo da dire soltanto: la guerra è una follia.

Sopra l’ingresso di questo cimitero, aleggia il motto beffardo della guerra: “A me che importa?”. Tutte queste persone, che riposano qui, avevano i loro progetti, avevano i loro sogni…, ma le loro vite sono state spezzate. Perché? Perché l’umanità ha detto: “A me che importa?”.

Anche oggi, dopo il secondo fallimento di un’altra guerra mondiale, forse si può parlare di una terza guerra combattuta “a pezzi”, con crimini, massacri, distruzioni…

Ad essere onesti, la prima pagina dei giornali dovrebbe avere come titolo: “A me che importa?”. Caino direbbe: «Sono forse io il custode di mio fratello?».

 

 

 

RIPUDIARE LA GUERRA

Ma la storia insegna che la guerra è sempre e solo un’inutile strage. Aiutiamoci, come afferma la Costituzione Italiana, a “ripudiare la guerra” (cfr Art. 11), a intraprendere vie di nonviolenza e percorsi di giustizia, che favoriscono la pace. Perché di fronte alla pace non possiamo essere indifferenti o neutrali. Il Cardinale Lercaro qui disse: «La Chiesa non può essere neutrale di fronte al male, da qualunque parte esso venga: la sua vita non è la neutralità, ma la profezia» (Omelia, 1° gennaio 1968). Non neutrali, ma schierati per la pace!

Perciò invochiamo lo ius pacis, come diritto di tutti a comporre i conflitti senza violenza. Per questo ripetiamo: mai più la guerra, mai più contro gli altri, mai più senza gli altri! Vengano alla luce gli interessi e le trame, spesso oscuri, di chi fabbrica violenza, alimentando la corsa alle armi e calpestando la pace con gli affari.

Non credete a chi vi dice che lottare per questo è inutile e che niente cambierà! Non accontentatevi di piccoli sogni, ma sognate in grande.

 

LA PROFEZIA DI DON TONINO BELLO

 

La fotogallery della puntata