LA COMUNICAZIONE CHE GENERA SPERANZA 24/05/2018

Incontro con Mons. Calogero Marino. Il Vescovo di Savona-Noli delinea la sua visione di Chiesa che descrive “a passo d’uomo”: lenta nell’incontro ma che procede con il ritmo della vita contemporanea. Facendo poi riferimento all’esortazione apostolica, Evangelii Gaudium, pone l’attenzione sul numero 87 quando Papa Francesco scrive delle relazioni nuove generate da Gesù Cristo come fonte di speranza.

A conclusione della 71° Assemblea della Cei, riunita per riflettere sull’attuale contesto comunicativo della Chiesa, abbiamo riascoltato un passaggio della sintesi del presidente della Cei, Card. Gualtiero Bassetti, in cui ha parla della cultura del provvisorio e della crisi delle vocazioni.

Nell’Omelia di questa mattina a Santa Marta, Papa Francesco, prendendo spunto dalla lettera di Giacomo (5, 1-6), ha ricordato che “la povertà è al centro del Vangelo” e che l’attaccamento alla ricchezza porta all’errore, allo sfruttamento, come succede facendo riferimento all’Italia che “per salvare i grandi capitali si lascia la gente senza lavoro”.

 

IN EVIDENZA

Mons. Marino: Gettare la propria vita L’umanità: una carovana in cammino

 

EVANGELII GAUDIUMN°87

Oggi, quando le reti e gli strumenti della comunicazione umana hanno raggiunto sviluppi inauditi, sentiamo la sfida di scoprire e trasmettere la “mistica” di vivere insieme, di mescolarci, di incontrarci, di prenderci in braccio, di appoggiarci, di partecipare a questa marea un po’ caotica che può trasformarsi in una vera esperienza di fraternità, in una carovana solidale, in un santo pellegrinaggio. In questo modo, le maggiori possibilità di comunicazione si tradurranno in maggiori possibilità di incontro e di solidarietà tra tutti. Se potessimo seguire questa strada, sarebbe una cosa tanto buona, tanto risanatrice, tanto liberatrice, tanto generatrice di speranza! Uscire da se stessi per unirsi agli altri fa bene. Chiudersi in sé stessi significa assaggiare l’amaro veleno dell’immanenza, e l’umanità avrà la peggio in ogni scelta egoistica che facciamo.

 

71° ASSEMBLEA GENERALE DELLA CEI

Card. Gualtiero Bassetti

 

SANTA MARTA

Guai a voi…

Papa: “Guai a voi ricchi!”, nella prima invettiva dopo le Beatitudini nella versione di Luca. “Guai a voi ricchi!”. Se uno oggi facesse una predica così, sui giornali, il giorno dopo: “Quel prete è comunista!”. Ma la povertà è al centro del Vangelo. La predica sulla povertà è al centro della predica di Gesù: “Beati i poveri” è la prima delle Beatitudini: E la carta d’identità, la carta identitaria con la quale si presenta Gesù quando torna al suo villaggio, a Nazareth, nella sinagoga, è: “Lo Spirito è su di me, sono stato inviato ad annunciare il Vangelo, la Buona Novella, ai poveri, il lieto annunzio ai poveri”. Ma sempre nella storia abbiamo avuto questa debolezza di cercare di togliere questa predica sulla povertà credendo che è una cosa sociale, politica. No! E’ Vangelo puro, è Vangelo puro…

..Anche qui, in Italia, per salvare i grandi capitali si lascia la gente senza lavoro. Va contro il secondo comandamento e chi fa questo: “Guai a voi!”. Non io, Gesù. Guai a voi che sfruttate la gente, che sfruttate il lavoro, che pagate in nero, che non pagate il contributo per la pensione, che non date le vacanze. Guai a voi! Fare “sconti”, fare truffe su quello che si deve pagare, sullo stipendio, è peccato, è peccato. “No, padre, io vado a Messa tutte le domeniche e vado a quell’associazione cattolica e sono molto cattolico e faccio la novena di questo…”. Ma tu non paghi? Questa ingiustizia è peccato mortale. Non sei in grazia di Dio. Non lo dico io, lo dice Gesù, lo dice l’apostolo Giacomo. Per questo le ricchezze ti allontanano dal secondo comandamento, dall’amore al prossimo…

…Tu non sei libero davanti alle ricchezze. Tu per essere libero davanti alle ricchezze devi prendere distanza e pregare il Signore. Se il Signore ti ha dato ricchezze è per darle agli altri, per fare a nome suo tante cose di bene per gli altri. Ma le ricchezze hanno questa capacità di sedurre noi e in questa seduzione noi cadiamo, siamo schiavi delle ricchezze.

 

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