VERSO GINEVRA
Incontro con Mons. Brian Farrell 18/06/2018

Il 21 giugno Papa Francesco si recherà in Pellegrinaggio Ecumenico a Ginevra per il 70° della fondazione del Consiglio mondiale delle Chiese (programma  della giornata).

Per comprendere il significato di questo incontro, che ha come titolo “Camminare, pregare, lavorare insieme”, insieme a Mons. Brian Farrell, Segretario del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, abbiamo riascoltato le parole di Papa Francesco nellincontro ecumenico a Lund del 31 ottobre 2016 e nell’incontro con il Patriarca Ecumenico Ortodosso, Bartolomeo I a Istanbul il 30 novembre 2014. In conclusione abbiamo ascoltato la sintesi dell’Omelia di questa mattina a Santa Marta, in cui Francesco ha parlato della “comunicazione calunniosa” che indebolisce la vita democratica e distruggere la libera comunicazione come avviene con le dittature. Riflette poi sulla stessa dinamica applicata alla vita quotidiana, quando le persone provano la “seduzione” dello scandalo e del giudizio delle persone che non possono difendersi.

 

IN EVIDENZA

Un cammino di riconciliazione Costruire ponti

 

PREGHIERA ECUMENICA COMUNE NELLA CATTEDRALE LUTERANA DI LUND del 31.10.2016

Il dono dell’unità

Papa: Non possiamo rassegnarci alla divisione e alla distanza che la separazione ha prodotto tra noi. Abbiamo la possibilità di riparare ad un momento cruciale della nostra storia, superando controversie e malintesi che spesso ci hanno impedito di comprenderci gli uni gli altri…

… Si deve riconoscere con la stessa onestà e amore che la nostra divisione si allontanava dalla intuizione originaria del popolo di Dio, che aspira naturalmente a rimanere unito, ed è stata storicamente perpetuata da uomini di potere di questo mondo più che per la volontà del popolo fedele, che sempre e in ogni luogo ha bisogno di essere guidato con sicurezza e tenerezza dal suo Buon Pastore…

… Gesù intercede per noi come mediatore presso il Padre, e lo prega per l’unità dei suoi discepoli «perché il mondo creda» (Gv 17,21). Questo è ciò che ci conforta e ci spinge a unirci a Gesù per chiederlo con insistenza: «Dacci il dono dell’unità perché il mondo creda nella potenza della tua misericordia». Questa è la testimonianza che il mondo sta aspettando da noi.

 

DIVINA LITURGIA NELLA CHIESA DI S. GIORGIO DEL PATRIARCATO ECUMENICO DI COSTANTINOPOLI, 30.11.2014

Persone, non solo idee

Papa: Incontrarci, guardare il volto l’uno dell’altro, scambiare l’abbraccio di pace, pregare l’uno per l’altro sono dimensioni essenziali di quel cammino verso il ristabilimento della piena comunione alla quale tendiamo. Tutto ciò precede e accompagna costantemente quell’altra dimensione essenziale di tale cammino che è il dialogo teologico. Un autentico dialogo è sempre un incontro tra persone con un nome, un volto, una storia, e non soltanto un confronto di idee…

… Voglio assicurare a ciascuno di voi che, per giungere alla meta sospirata della piena unità, la Chiesa cattolica non intende imporre alcuna esigenza, se non quella della professione della fede comune, e che siamo pronti a cercare insieme, alla luce dell’insegnamento della Scrittura e della esperienza del primo millennio, le modalità con le quali garantire la necessaria unità della Chiesa nelle attuali circostanze: l’unica cosa che la Chiesa cattolica desidera e che io ricerco come Vescovo di Roma, “la Chiesa che presiede nella carità”, è la comunione con le Chiese ortodosse.

 

SANTA MARTA

L’orrore della calunnia

Papa: Per esempio pensiamo: c’è una legge dei media, di comunicazione, si cancella quella legge; si dà tutto l’apparecchio della comunicazione a una ditta, a una società che calunnia, dice delle falsità, indebolisce la vita democratica. Poi vengono i giudici a giudicare queste istituzioni indebolite, queste persone distrutte, condannano, e così va avanti una dittatura. Le dittature, tutte, hanno incominciato così, con adulterare la comunicazione, per mettere la comunicazione nelle mani di una persona senza scrupolo, di un governo senza scrupolo…

…E comunicare scandali è un fatto che ha una seduzione enorme, una grande seduzione. Si seduce con gli scandali. Le buone notizie non sono seduttrici: “Sì, ma che bello che ha fatto!” E passa… Ma uno scandalo: “Ma hai visto! Hai visto questo! Hai visto quell’altro cosa ha fatto? Questa situazione… Ma non può, non si può andare avanti così!” E così la comunicazione cresce, e quella persona, quella istituzione, quel Paese finisce nella rovina. Non si giudicano alla fine le persone. Si giudicano le rovine delle persone o delle istituzioni, perché non possono difendersi…

…Tante persone, tanti Paesi distrutti per dittature malvagie e calunniose. Pensiamo per esempio alle dittature del Secolo scorso. Pensiamo alla persecuzione degli ebrei, per esempio. Una comunicazione calunniosa, contro gli ebrei; e finivano ad Auschwitz perché non meritavano di vivere. Oh… è un orrore, ma un orrore che succede oggi: nelle piccole società, nelle persone e in tanti Paesi. Il primo passo è appropriarsi della comunicazione, e dopo la distruzione, il giudizio, e la morte.

 

NEL WEEKEND

16 giugno

Lettera del Santo Padre all’Inviato Speciale alle celebrazioni del 1050° anniversario della prima sede vescovile in suolo polacco a Poznań [22-24 giugno 2018]

Alle Suore Teatine dell’Immacolata Concezione

Alla Delegazione del Forum delle Associazioni Familiari

 

17 giugno

Angelus

 

La fotogallery della puntata