Giornata Mondiale dei poveri

19 novembre 2018

La settimana del “Diario” apre con una puntata dedicata alla Giornata Mondiale dei poveri che si è celebrata ieri, domenica 18 novembre, in memoria liturgica di Sant’Antonio da Padova, Patrono dei Poveri.
Il tema dato da Papa Francesco alla giornata è “Questo povero grida e il Signore lo ascolta” con un invito a riflettere su tre verbi: “gridare”, “rispondere” e “liberare”.
In studio, insieme a Gennaro Ferrara, l’economista Luigino Bruni e il direttore della Caritas Italiana, don Francesco Soddu. Con loro abbiamo riascoltato l’Omelia del Papa pronunciata durante la Santa Messa nella Basilica Vaticana a cui hanno partecipato circa 6.000 poveri, insieme ai volontari che li accompagnavano e ad esponenti delle numerose realtà caritative che li assistono quotidianamente.
Il Papa parla del grido degli ultimi e della dignità umana calpestata, denunciando come “Ogni giorno è più forte quel grido, ma ogni giorno è meno ascoltato, sovrastato dal frastuono di pochi ricchi, che sono sempre di meno e sempre più ricchi” e sottolinea che “il credente deve tendere la mano, come Gesù fa con lui”.

IN EVIDENZA 

Bruni: “I poveri non sono i maledetti”

 

Don Soddu: “Siamo tutti Caritas”

 

Il grido dei poveri

Papa: Chiediamo la grazia di ascoltare il grido di chi vive in acque burrascose. Il grido dei poveri: è il grido strozzato di bambini che non possono venire alla luce, di piccoli che patiscono la fame, di ragazzi abituati al fragore delle bombe anziché agli allegri schiamazzi dei giochi. È il grido di anziani scartati e lasciati soli. È il grido di chi si trova ad affrontare le tempeste della vita senza una presenza amica. È il grido di chi deve fuggire, lasciando la casa e la terra senza la certezza di un approdo. È il grido di intere popolazioni, private pure delle ingenti risorse naturali di cui dispongono. È il grido dei tanti Lazzaro che piangono, mentre pochi epuloni banchettano con quanto per giustizia spetta a tutti. L’ingiustizia è la radice perversa della povertà. Il grido dei poveri diventa ogni giorno più forte, ma ogni giorno meno ascoltato. Ogni giorno è più forte quel grido, ma ogni giorno è meno ascoltato, sovrastato dal frastuono di pochi ricchi, che sono sempre di meno e sempre più ricchi.

Con le mani tese

Papa: Davanti alla dignità umana calpestata spesso si rimane a braccia conserte oppure si aprono le braccia, impotenti di fronte all’oscura forza del male. Ma il cristiano non può stare a braccia conserte, indifferente, o a braccia aperte, fatalista, no. Il credente tende la mano, come fa Gesù con lui. Presso Dio il grido dei poveri trova ascolto. Domando: e in noi? Abbiamo occhi per vedere, orecchie per sentire, mani tese per aiutare, oppure ripetiamo quel “torna domani”? «Cristo stesso, nella persona dei poveri reclama come a voce alta la carità dei suoi discepoli» (ibid.). Ci chiede di riconoscerlo in chi ha fame e sete, è forestiero e spogliato di dignità, malato e carcerato (cfr Mt 25,35-36).

 

NEL WEEKEND

18 novembre

ANGELUS

17 novembre

AI SOCI DEL MOVIMENTO APOSTOLICO CIECHI (MAC)

ASSEGNAZIONE DEL “PREMIO RATZINGER”