La vita consacrata secondo Francesco. Padre Fernando Prado

7 dicembre 2018

Una lunga conversazione, di oltre quattro ore, tra Papa Francesco e Padre Fernando Prado, missionario clarettiano spagnolo, direttore dell’Editrice Publicaciones Claretianas di Madrid. L’incontro dello scorso 9 agosto a Santa Marta ha dato vita a “La forza della vocazione” (edito in Italia da Casa Editrice Dehoniane).  

Il Papa e Padre Fernando si sono incontrati per affrontare il grande tema della vocazione, di “quelle persone consacrate che non hanno pretese” e “che fanno la teologia della vita consacrata vivendola, pregandola”, ma anche delle grandi sfide, del pericolo del clericalismo o dell’ideologia, “uno dei nemici più seri che ha avuto e può avere la vita consacrata”. 

Abbiamo così riascoltato le parole del Papa nell’udienza ai partecipanti al convegno internazionale promosso dalla Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica del 04 maggio 2018.

Nella sua riflessione il Papa parla delle tre “p” della vita consacrata: la preghiera, la povertà, la pazienza come elementi guida. Poi a commento della giornata del Papa, in udienza, ha incontrato

la delegazioni di donatori dell’albero di Natale e del presepio in Piazza San Pietro. In questa occasione spiega la simbologia dell’albero e del presepe.

In collegamento da Tibhirine, Cristiana Caricato racconta i preparativi per la canonizzazione dei 19 martiri cristiani in Algeria.

 

IN EVIDENZA  

“La piccolezza nella vita consacrata”

 

“I consacrati devono vivere nella gioia”

 

UDIENZA ALLE DELEGAZIONI DI DONATORI DELL’ALBERO DI NATALE E DEL PRESEPIO IN PIAZZA SAN PIETRO 07.12.2018

 

La piccolezza è libertà

Papa: L’abete rosso che quest’anno è collocato in Piazza San Pietro, proveniente dalla foresta del Cansiglio, ci suggerisce un’ulteriore riflessione. Esso, con la sua altezza di oltre venti metri, simboleggia Dio che con la nascita del suo Figlio Gesù si è abbassato fino all’uomo per innalzarlo a sé ed elevarlo dalle nebbie dell’egoismo e del peccato. …

Il presepio, posto al centro della Piazza, è realizzato con la sabbia jesolana, originaria delle Dolomiti. La sabbia, materiale povero, richiama la semplicità, la piccolezza e anche la fragilità – come ha detto il Patriarca – con cui Dio si è mostrato con la nascita di Gesù nella precarietà di Betlemme.

Ci potrebbe sembrare che questa piccolezza sia in contraddizione con la divinità, tant’è vero che qualcuno, fin dall’inizio, l’ha considerata solo un’apparenza, un rivestimento. Invece no, perché la piccolezza è libertà. Chi è piccolo – in senso evangelico – non solo è leggero, ma anche è libero da ogni smania di apparire e da ogni pretesa di successo; come i bambini che si esprimono e si muovono con spontaneità.

 

 

UDIENZA AI PARTECIPANTI AL CONVEGNO INTERNAZIONALE PROMOSSO DALLA CONGREGAZIONE PER GLI ISTITUTI DI VITA CONSACRATA E LE SOCIETÀ DI VITA APOSTOLICA 04.05.2018

 

La forza della vocazione

 

Papa: Mi sono domandato: quali sono le cose che lo Spirito vuole si mantengano forti nella vita consacrata? E il pensiero è volato, è andato, ha girato…, e mi veniva sempre [in mente] il giorno che sono andato a San Giovanni Rotondo: non so perché, ma ho visto lì tanti consacrati e consacrate che lavorano… e ho pensato a cosa ho detto lì, alle “tre p” che ho detto lì. E mi sono detto: queste sono colonne che rimangono, che sono permanenti nella vita consacrata. La preghiera, la povertà e la pazienza. E ho scelto di parlarvi di questo: cosa penso che sia la preghiera nella vita consacrata, e poi la povertà e la pazienza.