La Chiesa che verrà – Don Giuliano Zanchi

14 gennaio 2019

La settimana del “Diario” si apre con una puntata dedicata all’umanità cristiana in cammino che, come sottolinea Papa Francesco, vive un cambiamento d’epoca e non in un’epoca di cambiamento. Lo facciamo insieme a Don Giuliano Zanchi, Segretario Generale della Fondazione “Adriano Bernaggi” di Bergamo, esperto di estetica e teologia, che ha pubblicato “Rimessi in viaggio – Immagini da una Chiesa che verrà” (Vita e Pensiero) un trattato per riflette sull’azione evangelizzatrice della Chiesa Cattolica italiana di oggi.

Gennaro Ferrara propone l’ascolto di alcuni passaggio dell’Omelia di ieri in occasione della Festa del Battesimo Del Signore sulla trasmissione della fede in famiglia.  

Abbiamo ascoltato e riflettuto sulle parole del Papa nell’Omelia della Santa Messa a conclusione del Sinodo dei Vescovi 2018, quando critica le formulazioni dottrinali della fede che non toccano il cuore, trovando nella prossimità l’antidoto per portare vita nuova.

 

 

FESTA DEL BATTESIMO DEL SIGNORE CELEBRAZIONE DELLA SANTA MESSA E BATTESIMO DI ALCUNI BAMBINI

Omelia 13 gennaio 2019

La trasmissione della fede

Papa: All’inizio della cerimonia, vi è stata posta la domanda: “Cosa chiedete per i vostri figli?” E tutti voi avete detto: “La fede”. Voi chiedete alla Chiesa la fede per i vostri figli, e oggi loro riceveranno lo Spirito Santo, e il dono della fede ciascuno nel proprio cuore, nella propria anima. Ma questa fede poi deve svilupparsi, deve crescere. Sì, qualcuno può dirmi: “Sì, sì, devono studiarla…”. Sì, quando andranno al catechismo studieranno bene la fede, impareranno la catechesi. Ma prima che studiata, la fede va trasmessa, e questo è un lavoro che tocca a voi. È un compito che voi oggi ricevete: trasmettere la fede, la trasmissione della fede. E questo si fa a casa. Perché la fede sempre va trasmessa “in dialetto”: il dialetto della famiglia, il dialetto della casa, nel clima della casa.

 

SANTA MESSA PER LA CONCLUSIONE DELLA XV ASSEMBLEA GENERALE ORDINARIA DEL SINODO DEI VESCOVI

Omelia 28 ottobre 2018

La fede è vita

Papa: Quando la fede si concentra puramente sulle formulazioni dottrinali, rischia di parlare solo alla testa, senza toccare il cuore. E quando si concentra solo sul fare, rischia di diventare moralismo e di ridursi al sociale. La fede invece è vita: è vivere l’amore di Dio che ci ha cambiato l’esistenza. Non possiamo essere dottrinalisti o attivisti; siamo chiamati a portare avanti l’opera di Dio al modo di Dio, nella prossimità: stretti a Lui, in comunione tra noi, vicini ai fratelli. Prossimità: ecco il segreto per trasmettere il cuore della fede, non qualche aspetto secondario.

Farsi prossimi è portare la novità di Dio nella vita del fratello, è l’antidoto contro la tentazione delle ricette pronte….

Riconosciamo che il Signore si è sporcato le mani per ciascuno di noi, e guardando la croce ripartiamo da lì, dal ricordarci che Dio si è fatto mio prossimo nel peccato e nella morte. Si è fatto mio prossimo: tutto comincia da lì. E quando per amore suo anche noi ci facciamo prossimi diventiamo portatori di vita nuova: non maestri di tutti, non esperti del sacro, ma testimoni dell’amore che salva.

 

Aspettare non è cristiano

Non è cristiano aspettare che i fratelli in ricerca bussino alle nostre porte; dovremo andare da loro, non portando noi stessi, ma Gesù. Egli ci manda, come quei discepoli, a incoraggiare e rialzare nel suo nome. Ci manda a dire ad ognuno: “Dio ti chiede di lasciarti amare da Lui”. Quante volte, invece di questo liberante messaggio di salvezza, abbiamo portato noi stessi, le nostre “ricette”, le nostre “etichette” nella Chiesa! Quante volte, anziché fare nostre le parole del Signore, abbiamo spacciato per parola sua le nostre idee! Quante volte la gente sente più il peso delle nostre istituzioni che la presenza amica di Gesù! … Nell’incontro Gesù passa, nell’incontro palpita il cuore della Chiesa. Allora non le nostre prediche, ma la testimonianza della nostra vita sarà efficace.

 

NEL WEEKEND

12 gennaio 2019

DISCORSO AI PARTECIPANTI AL CONVEGNO DELL’ASSOCIAZIONE
DEI PROFESSORI DI STORIA DELLA CHIESA

13 gennaio 2019

ANGELUS