La Bibbia dell’amicizia, P. Michelini e Cossutto Morselli

17 gennaio 2019

Una rilettura della Bibbia nata da una collaborazione tra studiosi ebrei e cristiani, che condividono l’amore per la Parola di Dio. In studio, Padre Giulio Michelini, frate minore e Preside dell’Istituto Teologico di Assisi, e Marco Cossutto Morselli, Presidente della Federazione delle Amicizie ebraico-cristiane in Italia, presentano il libro “La Bibbia dell’Amicizia. Brani della Torah/Pentateuco commentati da ebrei e cristiani” (San Paolo ed.) un progetto che ha la finalità di far gustare la Bibbia, far dialogare, e conoscersi meglio nelle diversità di lettura e interpretazioni delle due religioni monoteiste.

Abbiamo così riproposto un estratto della prefazione al libro firmata da Papa Francesco. Poi insieme a Michelini e Cossutto Morselli abbiamo ascoltato e commentato le parole del Papa pronunciate in occasione della visita di cortesia ai due grandi rabbini di Israele durante Pellegrinaggio in Terra Santa del 26 maggio 2014, quando riflette sul significato spirituale del legame tra cristiani e ebrei. Infine, a commento delle attività del Papa del giorno, abbiamo ascoltato la sintesi dell’Omelia di Santa Marta, in cui riflette sui cristiani dal cuore chiuso e ostinato vittime dell’ideologia perversa.

 

IN EVIDENZA

Padre Michelini: “Una prospettiva sapiente”

 

Cossutto Morselli: “Non strumentalizzare la divinità”

 

LA BIBBIA DELL’AMICIZIA – Prefazione di papa Francesco

 

PELLEGRINAGGIO IN TERRA SANTA IN OCCASIONE DEL 50° ANNIVERSARIO DELL’INCONTRO A GERUSALEMME TRA PAPA PAOLO VI E IL PATRIARCA ATENAGORA 

VISITA DI CORTESIA AI DUE GRAN RABBINI DI ISRAELE

Gerusalemme – 26 maggio 2014

Il legame tra cristiani e ebrei

Papa: Non si tratta solamente di stabilire, su di un piano umano, relazioni di reciproco rispetto: siamo chiamati, come Cristiani e come Ebrei, ad interrogarci in profondità sul significato spirituale del legame che ci unisce. Si tratta di un legame che viene dall’alto, che sorpassa la nostra volontà e che rimane integro, nonostante tutte le difficoltà di rapporti purtroppo vissute nella storia.

La conoscenza reciproca del nostro patrimonio spirituale, l’apprezzamento per ciò che abbiamo in comune e il rispetto in ciò che ci divide, potranno fare da guida per l’ulteriore futuro sviluppo delle nostre relazioni, che affidiamo alle mani di Dio. Insieme potremo dare un grande contributo per la causa della pace; insieme potremo testimoniare, in un mondo in rapida trasformazione, il significato perenne del piano divino della creazione

 

SANTA MARTA

Gli ostinati non dialogono

Papa: Possiamo domandarci: io ho il cuore duro, ho il cuore chiuso? Io lascio crescere il mio cuore? Ho paura che cresca? E si cresce sempre con le prove, con le difficoltà, si cresce come cresciamo tutti noi da bambini: impariamo a camminare cadendo, dal gattonare al camminare quante volte siamo caduti! Ma si cresce con le difficoltà. Durezza. E lo stesso, chiusura. Ma chi rimane in questo… “Chi sono, padre?” Sono i pusillanimi. La pusillanimità è un atteggiamento brutto in un cristiano, gli manca il coraggio di vivere. Si chiude E’ pusillanime.

Cristiani ostinati, ideologi

L’ideologia è un’ostinazione. La Parola di Dio, la grazia dello Spirito Santo non è ideologia: è vita che ti fa crescere, sempre, andare avanti e anche aprire il cuore ai segnali dello Spirito, ai segni dei tempi. Ma l’ostinazione è anche orgoglio, è superbia. La testardaggine, quella testardaggine, che fa tanto male: chiusi di cuore, duri -prima parola – sono i pusillanimi; i testardi, gli ostinati, come dice il testo sono gli ideologi. Ma io ho un cuore testardo? Ognuno pensa. Io sono capace di ascoltare le altre persone? E se la penso altrimenti, dire: “Ma io la penso così…” Sono capace di dialogare? Gli ostinati non dialogano, non sanno, perché si difendono sempre con le idee, sono ideologi. E le ideologie quanto male fanno al popolo di Dio, quanto male! Perché chiudono l’attività dello Spirito Santo.

Cristiani di compromesso, schiavi della seduzione.

E con la seduzione, o ti converti e cambi vita o cerchi di fare compromesso: ma un po’ di qua e un po’ di là, un po’ di qua e un po’ di là. “Sì sì, io seguo il Signore, ma mi piace questa seduzione, ma un po’…” E tu incominci a fare una vita cristiana doppia. Per usare la parola del grande Elia al popolo di Israele in quel momento: “Voi zoppicate dalle due gambe”. Zoppicare dalle due gambe, senza averne una ferma. È la vita di compromesso: “Sì, io sono cristiano, seguo il Signore, sì, ma questo lo lascio entrare, questo…”. E così sono i tiepidi, coloro che vanno sempre al compromesso: cristiani di compromesso. Anche noi tante volte facciamo questo: il compromesso. Quando il Signore ci fa sapere la strada, anche con i comandamenti, anche con l’ispirazione dello Spirito Santo, ma a me piace questo, e cerco il modo di andare per i due binari, zoppicando dalle due gambe.