Panopticon della Compagnia Zappalà Danza e la mostra su Turi Ferro del Teatro Stabile

venerdì 30 aprile in seconda serata

Nella ventiquattresima puntata di Retroscena, protagonisti il teatro sperimentale e quello tradizionale che hanno come palcoscenico comune la città di Catania: telecamere puntate  sui segreti del Panopticon, la nuova opera installativa della Compagnia Zappalà Danza, una delle più importanti realtà di danza in Italia che, in collaborazione con le istituzioni cittadine e regionali, ha elaborato un progetto che intreccia arte, architettura e danza; e ancora un ricordo del grande attore catanese Turi Ferro con una mostra che il Teatro Stabile gli ha dedicato in occasione del centenario della nascita e del ventennale della morte. Questo e altro a Retroscena – i segreti del teatro, il programma di Michele Sciancalepore in onda venerdì 30 aprile in seconda serata su TV2000.

Panopticon / il teatro igienico è il titolo di un’opera installativa che intreccia danza e arti visive pensata per riportare sulla scena l’evento collettivo dello spettacolo live da Roberto Zappalà, coreografo, fondatore e direttore artistico della Compagnia che porta il suo nome.  I mesi di chiusura dovuta all’emergenza sanitaria e le restrizioni che i teatri stanno subendo in relazione al numero di spettatori che possono seguire le performance, hanno spinto la Compagnia Zappalà Danza, fondata a Catania nel 1989, a pensare un progetto in cui protagonista possa essere lo spazio scenico, non meno del performer e del messaggio che veicola. Panopticon prende il nome dalla struttura circolare di un carcere progettato dal filosofo Jeremy Bentham (in cui un unico sorvegliante poteva controllare tutti i detenuti, ignari di essere osservati) che diventa per la Compagnia metafora dei rapporti di potere tra società e individuo. “Il nostro obiettivo punta a creare un corto circuito tra sorveglianti e sorvegliati perché, al contrario del progetto originale di Bentham, saranno gli spettatori stessi a controllare il performer” dice Roberto Zappalà a Retroscena.

Nella seconda parte del programma è sempre la città di Catania a rendere omaggio a uno dei suoi cittadini più illustri, ovvero Turi Ferro il grande attore che il Teatro Stabile (di cui fu fondatore nel 1958 e anima per diversi decenni) ha voluto omaggiare con una mostra itinerante e una serie di iniziative che si protrarranno per tutta l’estate. L’occasione è il centesimo anniversario della sua nascita e il ventennale della scomparsa, una celebrazione doverosa per l’artista che nel corso dei decenni, con la sua singolare duttilità, ha attraversato il variegato territorio del teatro siciliano affermandosi come uno dei più autorevoli interpreti dei classici di Luigi Pirandello. Turi Ferro, definito “attore epico” da Giorgio Strehler che lo diresse in una memorabile edizione de I giganti della montagna nel 1966, è il modello da prendere come esempio in questo periodo di deprivazione e di solitudine secondo Laura Sicignano, regista e Direttore Artistico del Teatro Stabile: “Ferro si è trovato ad operare nel dopoguerra dove si trattava di ricostruire la società e il tessuto culturale, quindi questo grande maestro può essere per noi come un faro nel prossimo percorso di ricostruzione post Covid” dice a Retroscena.

In conclusione, l’appuntamento con la “sand artist” Gabriella Compagnone che anche quest’anno realizza in esclusiva per Retroscena le sue emozionanti creazioni sulla sabbia.